Impressioni da New York – parte 1 e 2

12 02 2010

di OnestaMente

Parte prima: L’arrivo

Le sette domande dell’apocalisse:

Sull’aereo in volo la Hostess mi porge un foglio verde e mi chiede di compilarlo per avere il visto di ingresso: “Rispondete alle domande che seguono:”

A) Soffrite di malattie contagiose o di patologie fisiche o mentali, siete tossicodipendenti o fate abuso di stupefacenti?      SI  NO

CHE?! (n.d. OnestaMente) E certo guarda, sono Doctor Me e mister Pazzo!

B) Siete mai stati arrestati o condannati per reato di depravazione morale o relativo a stupefacenti… oppure eravate dediti al commercio di stupefacenti o intendete entrare negli Stati Uniti per dedicarvi a attività criminose?  SI  NO

Inevitabilmente rido, chi sarebbe così imbecille da rispondere si? Poi penso che effettivamente la loro madre è sempre incinta, come s’usa dire.  Ma il meglio viene ora.

C)Siete mai stati coinvolti, ora o in passato, in attività spionistiche o di sabotaggio, terroristiche o tendenti al genocidio; oppure tra il 1933 e il 1945, siete mai stati coinvolti in attivitò di persecuzione emanate dal partito nazista tedesco o dai suoi alleati? SI  NO

Ora mi ritengo anche offeso;  considerano tutti gli europei  soggetti ad alto rischio di nazismo?

D) Intendete cercare lavoro negli stati uniti; oppure vi è stato interdetto l’ingresso o siete mai stati deportati o espulsi dagli Stati Uniti; oppure avete mai ottenuto o tentato di ottenere un visto di ingresso fraudolento o con false dichiarazioni? SI  NO

Per Carità, NO!

E) Avete mai trattenuto o sottratto un minore all’affidamento concesso ad un cittadino statunitense? SI  NO

Per la serie, non insidiare le nostre donne e  i nostri bambini.

F) Vi è stato mai negato un visto di ingresso negli Stati Uniti, o vi è stato mai annullato… Se si In che data?  Dove?  SI  NO

Ok questa finora è l’unica legittima. Ma ecco il Gran Finale!

G) Avete mai fatto valere l’immunità per sottrarvi ad azioni legali?  SI  NO

Quindi in America il Berlusca non dovrebbe neanche poterci entrare !

IMPORTANTE : Se la risporta è affermativa.. contattare l’Ambasciata degli stati Uniti PRIMA di mettervi in viaggio poiché l’ingresso potrebbe esservi negato.

E vabbé, c’è pure l’IMPORTANTE dove vaneggiano di improbabili salti indietro nel tempo.

Ma che cazzate.


“Benvenuti in America, sarete ora stipati in centinaia per ore e ore, potremmo anche aumentare il personale al controllo passaporti, ma il personale costa quindi voi soffrite; i vostri bambini piangeranno tutti dalla stanchezza e vi sentirete trattati come una mandria di vacche al macello. ” Questo dovrebbero dirti le hostess quando smonti dall’aereo. Certe famiglie con i bambini piccoli mi facevano proprio pena; potrebbero almeno organizzare una o due linee per loro.  E meno male che sono arrivato prima che succedesse quel casino dell’attentato fallito a Natale. Adesso deve essere anche peggio, perché ti fanno anche le perquisizioni corporali, che ho avuto comunque “l’ebrezza” di subire all’entrata di un discobar a Brooklyn.

Ma torniamo all’arrivo, finito l’inferno dall’attesa mi trovo faccia a faccia con il tipo un po’ latino, un po’ filippino, forse anche un po’ nero che al controllo passaporti mi prende tutte e 10 le impronte delle mani e lo scan della retina, oltre a chiedermi praticamente da dove vengo dove vado  e perché. Vorrei dirgli che neanche i grandi filosofi hannno saputo rispondere chiaramente a questa domanda, ma non voglio che mi arrestino. E devo dire che tutto sommato è stato breve e gentile.

Prendo le valige ed esco dall’aereoporto, per fortuna c’è qualcuno ad aspettarmi fuori con la macchina.

Parte seconda – Se vedi qualcosa dì qualcosa

Se vedi un pacco sospettoso o delle attività nella piattaforma o nel treno, non tenerlo per te. Dillo a un poliziotto o a un dipendente della metro. O chiama il numero verde Hotline Terrorismo.

Se vedi un pacco sospettoso o delle attività nella piattaforma o nel treno, non tenerlo per te. Dillo a un poliziotto o a un dipendente della metro. O chiama il numero verde Hotline Terrorismo.

Metropolitana e treni son pieni di questi cartelli in inglese e spagnolo. Immaginate la paranoia. Anche se uno volesse stare tranquillo e non preoccuparsi dell’ennesimo pericolo terrorista del cacchio, magari spegnendo la Tv e uscendo, non avrà fuga dalla follia, perché è pieno di cartelli che ti chiedono praticamente di improvvisarti sbirro. Altri sono ancora peggio. Io qui ci vengo ogni anno, ma la paranoia non diminuisce mai. E ora con la crisi, si sente una grande rabbia nell’aria…

Passeggiamo per Manhattan io e la mia graziosa consorte e mi rendo conto che questa città ogni anno che passa, somiglia più a San Paolo in Brasile. La sempre più gigantesca differenza tra ricchi e poveri è simile a molte metropoli del Sud America piuttosto che all’America di soli 10 anni fa. La differrenza fondamentale è che qui hanno una gran paura dei velivoli e  quindi i  ricchi, anziché muoversi sempre in elicottero come i Paolisti, usano gigantesche Limousine quasi sempre bianche.

Modello classico

Questo invece non so neanche come chiamarlo: Limogippone? Geepousine? Boh..

Tutti gli altri usano la metropolitana, che funziona a tutte le ore del giorno e della notte (altro che “Milano City”). Si possono anche prendere i taxy in questa folle città, sono d’appertutto, puzzano spesso di vomito o di sudore, e costano meno della metà di quelli italiani, ma non ci proverei tanto se avessi la pelle nera; i tassisti non ti pigliano se sei nero. Ogni volta che c’era da prendere un Taxy insieme ai miei amici di Brooklyn, era sempre il più bianco che si faceva avanti per chiamarlo, semplice calcolo delle probabilità, mi toccava farlo spesso, dato che sono pallido

anche a capodanno

ubriaco da far paura.





Liberalizzazione – Inside Marijuana (doppiato ITA)

12 02 2010

Le prime 2 parti: clicka su leggi il seguito di questo post.. per visualizzare le altre.

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Camorra e cocaina

10 02 2010

Le nuove rotte del traffico di cocaina verso l’Europa. La camorra, Castelvolturno e la mafia nigeriana. Gli inviati di Vanguard sanno sempre proporsi con leggerezza e professionalità.

http://vanguard.current.com

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Le navi del mistero

10 02 2010

http://www.la7.tv

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DEMOCRAZIA: LIBERTA’ DA.

8 02 2010

Gianluca Freda          http://blogghete.blog.dada.net/

“Per il popolo è un male minore sopportare piuttosto che controllare il governo, anche cattivo, del Re, di cui solo Dio è giudice”.

(Luigi XIV, Memorie)

Col passare del tempo, il termine “democrazia” sta via via acquistando un significato negativo e deteriore che sembra preludere ad una sua futura messa al bando dal novero delle locuzioni sfruttabili dai media a scopo di controllo delle coscienze. Il declino dell’identificazione della “democrazia” come un valore è iniziato con le guerre americane successive all’11 settembre 2001, quando l’opinione pubblica mondiale si è resa conto che l’intento affermato dagli Stati Uniti – portare la “democrazia” alle popolazioni invase dall’esercito americano – corrispondeva, in realtà, ad un progetto stragista di occupazione, destabilizzazione e appropriazione di risorse di nazioni straniere, rispetto al quale la “democrazia” era una semplice foglia di fico ideologica posta a copertura morale di mire geostrategiche ben più complesse e inconfessabili. Un simile processo di svuotamento e ribaltamento semantico avevano subito, a metà del Novecento, termini come “razzista” e “razziale”, un tempo identificativi di un’ideologia diffusa, accettata e connotata da valori positivi: l’idea coloniale del “fardello” dell’uomo bianco, entità antropologicamente ed intellettualmente superiore, investito da Dio della missione di portare la luce della scienza e del progresso alle popolazioni “barbare” dell’Africa e dell’Asia. Dopo la II Guerra Mondiale, la natura pretestuosa di questa ideologia e la funzione di copertura che essa svolgeva a favore delle mire di controllo geopolitico delle nazioni dominanti ed ex-dominanti divenne così evidente da rendere necessaria una sua sostituzione con nuove parole d’ordine.

Anche la “democrazia” sta dunque per essere espulsa dal novero dei pretesti “nobili” con cui giustificare, di fronte all’opinione pubblica, l’eterna partita delle grandi potenze per il consolidamento e l’estensione della propria influenza militare e commerciale. Nessuno, ad esempio, ha più avuto il coraggio, di fronte alla necessità degli Stati Uniti di estendere allo Yemen le proprie strategie militari di occupazione e controllo del Medio Oriente, di invocare ancora questo consunto feticcio a giustificazione delle manovre. Quello di “democrazia” è divenuto un concetto ideologicamente inservibile: e direi che era ora. La democrazia, infatti, è sempre stata (prima ancora di diventare l’arma ideologica delle atrocità imperiali compiute in suo nome) una forma di governo puramente fittizia, il costrutto teorico più perverso e dannoso che il potere abbia mai dato in pasto ai popoli per giustificare e rafforzare il proprio controllo su di essi. Il disinnesco della sacralità semantica di questo lemma è da me attesa e auspicata come un primo passo verso la liberazione da quella perversione del pensiero che le parole, se non tenute sotto controllo e fatte oggetto di periodica e disincantata riflessione, disastrosamente portano con sé.

La democrazia, quand’anche funzionasse davvero secondo i criteri e i meccanismi che i media hanno cercato di fissare nelle nostre coscienze, sarebbe comunque una pessima e inauspicabile forma di governo, origine di guasti e arbitrarietà senza fine. Consentire ad un popolo di governare per via diretta o rappresentativa lo Stato che lo ospita è una buona idea solo se quel popolo possiede le qualità di moralità, cultura e consapevolezza delle modalità con cui la politica opera sul piano nazionale e internazionale che sono necessarie a questo scopo. Affidare un compito così delicato a masse di individui composte, per la stragrande maggioranza, da semianalfabeti, lettori di rotocalchi e spettatori di bestialità televisive, sarebbe un’opzione suicida per ogni nazione che, per esistere, abbia bisogno di essere governata con stabilità e criterio. Se la democrazia esistesse davvero, insomma, l’inettitudine dei popoli sovrani che pretendono di starne alla base ci avrebbe, già da tempo, condotti alla rovina. Fortunatamente, la democrazia non è mai esistita, se non come diabolico feticcio di controllo e gestione delle masse messo a punto dalle élite del potere borghese, ad inizio Novecento, per ottimizzare e rendere inattaccabile la propria posizione.

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Future By Design (SUB ITA)

7 02 2010

Documentario su Jacque Fresco di William Gazecki.

Fresco è un grande visionario, sicuramente un genio dalle immani capacità progettistiche e dotato da più di mezzo secolo di idee estremamente moderne; in parte criticabili certo,  ma anche di grande impatto e dalla chiarezza cristallina. Vivamente consigliato a tutti.

OnestaMente

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Who killed The Electric Car? (Sottotitoli in Italiano)

31 01 2010

Who Killed the Electric Car? (Chi ha ucciso l’auto elettrica?) è un film documentario che esplora la nascita, la limitata commercializzazione e la successiva morte dell’automobile elettrica a batterie negli Stati Uniti, e nello specifico della General_Motors_EV1 degli anni ‘90. Il film esplora il ruolo delle case produttrici di automobili, dell’industria petrolifera, del Governo degli USA, dei limiti tecnologici e dei consumatori nel limitare lo sviluppo e l’adozione di questa tecnologia.

Qui sotto la prima parte: per vedere tutti i video CLICKATE QUI





Haiti. E l’arma sismica

31 01 2010
Titolo originale: Haïti et l’arme sismique
di Thierry Meyssan traduzione di Giuditta

http://tuttouno.blogspot.com

Sì, l’arma sismica esiste e gli Stati Uniti la posseggono, e non sono i soli.

Sì, le forze statunitensi erano pronte per uno spiegamento militare sull’isola.
Non è sufficiente per trarne delle conclusioni, ma vale la pena di rifletterci su.

Con la pubblicazione dell’articolo « Les Etats-Unis ont-ils provoqué le tremblement de terre à Haïti ? » (Haiti. Un terremoto artificiale provocato dagli USA?), il nostro obiettivo era quello di diffondere un interrogativo che preoccupa le sfere militari e mediatiche di diversi paesi, ma che è stato ignorato in molti altri [1].
Non vale la pena di prendere posizione per questo. Semplicemente, fedeli al nostro metodo, anche se spesso frainteso, riteniamo che non  possiamo comprendere le relazioni internazionali solo studiando le opinioni dei leader mondiali. Il conformismo generalizzato, ha fatto sì che, quando noi facciamo un resoconto delle discussioni a Washington, nessuno è shoccato, ma quando riportiamo le opinioni dei paesi Non Allineati, in Europa assistiamo ad una vera e propria insurrezione.
È come se gli europei pensino, a priori, che solo le problematiche “occidentali” sono pertinenti mentre le altre sono aberranti.

Uno dei nostri collaboratori ha cercato di rintracciare l’origine della notizia secondo la quale il terremoto di Haiti potrebbe essere artificiale. Egli ha espresso la preoccupazione che si possa trattare di una pura e semplice intox (una notizia tendenziosa) diffusa da un certo David Booth (alias Sorcha Faal) che si sarebbe propagata fra gli ambienti governativi mondiali. In definitiva, non sappiamo con certezza chi sia la fonte originaria, ma sappiamo che la questione è discussa al più alto livello in diversi Stati, in America Latina, Europa dell’Est e Asia.

In veste di responsabile della pubblicazione del Réseau Voltaire, ho deciso di indagare e di tradurre la notizia di ViveTV, che era stata pubblicata sotto forma di comunicato sul sito web del ministero dell’Informazione del Venezuela, e di pubblicarla con il video di Russia Today, accompagnata da una osservazione preliminare: “Sorprendentemente, la fonte TV venezuelana, indica come origine delle sue accuse l’esercito russo, mentre la televisione russa attribuisce le tesse accuse al Presidente Chavez.”

Mentre questi particolari sono stati ripresi fedelmente da molti giornali, compreso in Medio Oriente, essi sono stati falsati dalla stampa atlantista, basandosi sull’articolo di Sorcha Faal. Costui ha estratto passaggi del testo di ViveTV, e le ha attribuite al presidente Chavez. Quella che era un’ipotesi di lavoro è divenuta una posizione del governo.
Alcuni di questi giornali è andato anche oltre, inventando completamente il contesto in cui il presidente venezuelano si sarebbe espresso, al fine di concludere che il presidente e il suo pubblico sono affetti da delirio acuto anti-americano, e la Rete Voltaire condivide la stessa patologia.
Non ci lasciamo intimidire da questa manipolazione e approfondiamo questa ipotesi.

Che sappiamo dell’arma sismica al giorno d’oggi?


-Estratto da un documentario del National Geographic (2005)-

Durante la Seconda Guerra Mondiale alcuni scienziati neozelandesi hanno cercato di sviluppare una macchina per generare tsunami per poterla utilizzare contro il Giappone.

Le ricerche furono dirette dall’australiano Thomas Leech dell’Università di Auckland, sotto il nome in codice « Projet Seal ». Diverse esperienze, su scala ridotta, furono realizzate tra 1944-1945 a Whangaparaoa, con successo.
Gli Stati Uniti consideravano questo programma promettente come il « Manhattan Project » per la fabbricazione della bomba atomica. Essi nominarono il Dr. Karl T. Compton per creare un collegamento fra queste due unità di ricerca. Compton fu il presidente del MIT (Massachusetts Institute of Technology). Egli aveva già assunto molti scienziati per lo sforzo bellico ed era una delle otto persone che avevano il compito di consigliare il presidente Truman per l’utilizzo della bomba atomica. Egli pensava che avrebbe potuto fornire l’energia necessaria al team di Leech per scatenare tsunami di maggiori dimensioni.




The Living Matrix – La nuova scienza di guarigione (Doppiato in Italiano)

30 01 2010

In questo film ricco di immagini coinvolgenti partecipano alcuni tra gli esponenti di spicco del panorama internazionale di medicina alternativa, tecniche energetiche, fisica quantistica e psicologia. Abbiamo così l’occasione di conoscere le idee più innovative nel campo della guarigione. Tra coloro che estendono i confini della medicina alternativa in questo film troviamo:  la ricercatrice e autrice di The Field, Lynne McTaggart. Spiega il campo del punto zero e il suo legame con la nostra salute.  Il biologo cellulare e autore di La biologia delle Credenze Bruce Lipton. Parla di ciò che controlla la nostra biologia – e non sono nostri geni…  Il biofisico James Oschman, che ci aiuta a capire “la matrice della vita”, il tessuto dinamico del corpo che porta alla luce.  Lo scopritore del campo del corpo umano Peter Fraser. Descrive come il corpo utilizza le informazioni olografiche per mantenere uno stato di salute equilibrato.  Il guaritore di fama internazionale Dr. Eric Pearl, docente e autore del libro best-seller, The Reconnection.  Lo scienziato Edgar Mitchell, astronauta dell’Apollo 14, ufficiale di marina, conferenziere, autore, fondatore di Ion, co-fondatore dell’Association of Space Explorer.  Marilyn Mandala Schlitz, PhD Presidente di IONS, scienziata, antropologa, scrittrice e ricercatrice presso il Research Institute della California Pacific Medical Center.  Rollin McCraty, PhD direttore di ricerca presso l’Institute of HeartMath, autore, speaker e professore alla Claremont Graduate University.  Rupert Sheldrake, PhD autore, professore e biologo a Cambridge, direttore del Perrott-Warrick Project.  Arielle Essex, Coach PNL certificata all’Erickson College, dottore in osteopatia, speaker internazionale in materia di trasformazione personale.  Dean Radin, PhD autore di The Conscious Universe, ricercatore senior researcher all’IONS, speaker internazionale e co-fondatore del Boundary Institute.  Herman Koning, fondatore della Dutch Doctors’ Association for Biophysical Medicine, direttore medico di Medipoint, autore e docente. Folker Meissner, Insegnante di TCM e bioenergetica, medico olistico, fondatore della German Academy for Energy Medicine & Bioenergetics.  Dietmar Cimbal, veterinario medico e ricercatore di biofisica, fu tra i primi a fare un trasferimento wireless di dati biologici.  Howard Martin Executive Vice President, Strategic Development HeartMath, speaker internazionale, autore e musicista.  Deborah Rozman, presidente e Co-CEO di Quantum Intech, psicologa, dirigente d’azienda, educatrice e autrice.  Fritz-Albert Popp, biofisico, professore, ricercatore, autore e fondatore dell’Institute of International Biophysics.  Adam DreamHealer, biologo molecolare, NHPC guaritore energetico certificato, speaker internazionali e autore, guaritore. In particolare vengono raccontate le storie di persone che sono riuscite a recuperare la salute grazie a terapie alternative, come la Riconnessione e la Programmazione Neuro-linguistica, e il film rivela le teorie scientifiche che stanno dietro a queste guarigioni, indicando i parametri che sono destinati a condizionare il futuro della scienza della guarigione. The Living Matrix permette di guardare dentro il nostro corpo con una prospettiva che abbraccia anche la mente: ed è proprio dalla cura di corpo e mente che deriva la nuova scienza di guarigione. Un film coinvolgente e appassionante per oltrepassare i limiti della medicina tradizionale. Scritto da  Alkemicon

La Prima Parte; per vedere tutti i video clickate QUI





Il mondo oggi si divide in due: i Fiduciosi e gli Sfiduciati. E chi si definisce “complottista” danneggia anche te – digli di smettere!

25 01 2010

http://www.roberto.info         di Roberto Quaglia

Da qualche anno mi capita di venire sistematicamente molestato da chi, soffrendo evidentemente di allucinazioni, mi da (più o meno esplicitamente) del complottista. Chiariamolo una volta per tutte: nonostante questo vocabolo apparentemente esista, esso non ha legami significativi con la nostra realtà. Dico “apparentemente esista”, poiché sul dizionario Zingarelli questa parola non c’è. E neppure sul Gabrielli. Il correttore ortografico del mio programma di scrittura me lo sottolinea in rosso – anche per lui la parola non esiste. Per migliaia di anni non è mai esistito un complottista – tanto è vero che mancava la parola. Poi c’è stato l’11 settembre e – come ci viene ripetuto in tutte le salse – da quel giorno nulla è come prima. Anche linguisticamente.

Quindi adesso la parola “complottista” esiste, neologismo del 21esimo secolo. E nella mente di chi la usa significa “chi vede complotti ovunque”. Insomma, per certi versi un paranoico, anzi, meglio, un paranoico da operetta, un figuro visionario da deridere così da potersi gongolare in un tronfio senso di goffa superiorità.

In effetti una parola già c’era, a rappresentare questo significato, ed è “complottardo”. Il fatto che nessuno la conosca la dice lunga sull’influenza storica dei complottardi nei nostri confronti. Inoltre, l’accezione principale di complottardo è “chi ordisce complotti, congiure, intrighi”, insomma, c’è sempre stata una certa confusione sul tema.

Il problema vero è alla radice. E’ il vocabolo “complotto” che mal si addice alle discussioni sull’11 settembre, sull’origine antropogenica dei nuovi virus che riempiono i telegiornali, sulla veridicità o meno dello sbarco sulla luna e sui molti altri fatti sui quali cresce il livello di controversia.

Cito dal dizionario Gabrielli:

Complotto: Congiura, cospirazione, trama, maneggio, macchinazione, intrigo, intesa segreta per fini non buoni. Un complotto contro lo stato, un complotto di ammutinamento | Anche in senso non grave. Un complotto tra studenti per beffare un compagno.

Il senso che emerge è quello di un intrigo fra pochi individui – cioè qualcosa lontano anni luce dalle complesse strategie delle grandi nazioni e dei cosiddetti poteri forti. Una nazione pianifica e agisce, non complotta. Il complotto si fa dal basso verso l’alto delle gerarchie, non dall’alto verso il basso. L’altro elemento che c’entra come i cavoli a merenda è il giudizio negativo implicito nella parola complotto. I complotti sono intrinsecamente malvagi. Mi rendo conto che molti non riescono a pensare se non in termini di  Bene e di Male, ma quando si esaminano i moventi delle azioni delle grandi nazioni e/o dei grandi poteri le categorie del Bene e del Male c’entrano ben poco – per non dire nulla. A quel livello le cose vengono fatte in quanto necessarie o opportune, e comunque possibili. A quel livello il Bene e il Male sono solo ottimi e collaudati strumenti di marketing ad uso e consumo del grande pubblico, aventi però scarsissima relazione con la realtà delle motivazioni. L’individuo che ruba una mela può finire in carcere, ma la grande nazione che attacca militarmente una piccola nazione violando leggi internazionali che essa stessa ha contribuito a scrivere non viene punita, anzi, il suo leader viene eventualmente insignito del premio Nobel per la Pace, al discorso di accettazione del quale potrà esibirsi in un’elegante apologia della guerra, riscotendo meritati applausi. Il Bene e il Male qui si confondono in modo surreale proprio perché al di là delle convenzioni sociali utili alla convivenza civile delle persone, in realtà non esistono. Ma le convenzioni sociali, utili alla convivenza fra individui, mal si applicano alle grandi forze che fanno la storia.

Gli Stati Uniti bombarderanno l’Afghanistan finché vorranno e potranno, e questa è semplicemente storia del mondo – non è un complotto, né è la conseguenza di un complotto.

Perché l’11 settembre, che viene invocato a pretesto della guerra in Afghanistan, non è stato un “complotto”. E’ stata un’operazione militare di notevole complessità inquadrata in una strategia più vasta e lungimirante che l’emergere di milioni di “complottisti” non ha minimamente scalfito. E giudicarlo in termini di “Bene” e di “Male” (come tipicamente si fa con i complotti) è utile a farci eventualmente sentire buoni e pii e degni di improbabili ricompense celesti, ma ha un scarso (per non dire nullo) impatto sulla realtà degli eventi. Gli americani non fanno la guerra in Afghanistan perché sono cattivi. Lo fanno perché possono e ritengono che ad essi convenga. Può darsi che si sbaglino (Hitler e Mussolini a loro tempo sbagliarono i calcoli, ed indubbiamente la guerra non portò loro i risultati sperati), può darsi di no, solo il futuro ce lo dirà.

Dobbiamo chiarire tutto ciò per liberarci una volta per tutte del mito dei “complotti”, alla base degli orribili e fuorvianti neologismi “complottismo” e “complottista”.

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Diario da Port au Prince

24 01 2010

Finalmente ho trovato un reportage  da Haiti fatto bene, duro e senza ipocrisie, che ne ho le balle piene dei reporter dei media maistream. (N.D. OnestaMente)

da haitifreelance

http://radicalshock.wordpress.com/

L’ARRIVO

Ed eccoci qui nell’epicentro della tragedia planetaria. La verità è che di Haiti non glie ne frega proprio un cazzo a nessuno. Proprio, la gente al mondo pensa che sia un’isola. Invece poi vedi ed è un pezzo di un’isola. Manco è intera. Quella intera, dove poi ci sta Haiti dentro, si chiama Hispaniola. Un pezzo sfigato di un’isola. Un posto povero come pochi, pieno di negri terremotati, uraganati, massacrati più o meno sempre, che manco è l’Africa!! Che sull’Africa sono tutti d’accordo nel cordoglio, negli sguardi contriti, dici Africa e tutti pensano alla faccia un po’ dispiaciuta, all’espressione da salotto, preparata da anni. Dici Haiti e tutti pensano alla Polinesia. Quella è Tahiti. C’ha pure l’acca da un’altra parte. Allora gli fai, no Haiti è quella dei negri però latinoamericani che parlano quel francese strano. Quella che per prima si è resa indipendente, un paese di schiavi. Ah. E ‘ndo rimane?

Ora il terremoto. Sbragate migliaia di vite. In un secondo. Schiacciati sotto le macerie. Invasi i mezzi di comunicazione mondiali da immagini commoventi, strappacòre. Cordoglio a breve termine. Per l’Africa è diverso. Quello è a lungo termine. Rimane. Light, ma rimane. Questo vedi quanto ce metti a scortattelo. Chi se ricorda mo, sull’unghia, do rimane l’Indonesia? Ecco. Appunto. In più questi so pure negri.

Ora. L’armata Brancaleone catapultata nelle strade. Ho bisogno di raccontare le strade perché è qui che succedono le cose. L’azione, catturata dalle immagini dei miei compari, si manifesta e si spiega da sé nella strada. Io qui non parlo solo dei miei occhi. Qui abbiamo moltiplicato i nostri occhi, i nostri nasi, perché uno dei sensi più stimolati è l’olfatto da queste parti in questi giorni. Io ho il compito di raccontare con le parole quello che i nostri quattro corpi hanno registrato in questa settimana.

Alla partenza da Santo Domingo eravamo eccitati. Ma che sarà mai sta famosa Haiti? Ma che se dovemo aspettà? Ma come se dovemo comportà di fronte alle tragedie epocali? Se ponno fa le battute? Non saremo troppo cazzoni per essere testimoni di un evento del genere? Questa è robba che scotta. È robba dell’umanità.

Juan ce guardava appoggiato col braccio sullo sportello aperto della sua Honda bianca. Non sapeva. Salendo a bordo la macchina si abbassava quasi a toccare terra. “A regà, ma secondo voi non è bassina? Me sa che co sta cosa nun arivamo manco ar casello. E ancora non è salito Juan, guarda che panza, pare che s’è magnato er fijo!” E su queste parole del Principe, che rappresentavano i sentimenti dei quattro moschettieri, ci preparavamo non solo a guardare in faccia la STORIA (tutta maiuscola), ma addirittura a raccontarla. Vabbè, un pezzetto, però comunque sempre STORIA. Se solo la STORIA sapesse…

Il primo giro panoramico, il pomeriggio del primo giorno, ci fa stare tutti zitti. La Cité du Soleil. Di passaggio. Un assaggio. Il disastro  è nelle loro vite. Sentivo qualcuno che ha detto “vabbè quelli già erano poracci, che je fa il terremoto?”. Il terremoto je fa. Se te c’hai un palazzo, milioni, 10 macchine e ti crolla tutto ti cambia la vita. Se te non c’hai un cazzo e te crolla tutto te bevi er piscio. Ed è proprio quello che usano fare qui.

Tutto intorno gente che cerca di raccattare pezzi di qualcosa per coprirsi, per vestirsi, per mangiare. E magari tua madre che prima della scossa ti mandava a comprare il riso ora è un mucchio di carne informe, gonfia che puzza che fa schifo. E non solo la tua. Pure quella del tuo vicino, la tua ragazza, il ferramenta, il pappone, la mignotta, il gatto, il rapinatore, l’ebanista, lo scultore. E tutto er condominio loro. E i parenti. E te siccome sei sfigato che sei rimasto vivo manco magni e te bevi l’acqua della fogna. Peccato che la fogna non ci sta. Infatti in questo paradiso tropicale si so dimenticati di fare le fogne. Le stavano a fa eh. Poi però all’ultimo zac! Scordati. Quindi quando tu caghi l’acqua va in certi canali di scolo un po’ così. Si mischia alla monnezza di passaggio. E visto che la città è in discesa, quando piove l’acqua se porta tutto a valle. A fa quello che gli esperti chiamano “er Mischione”. Vicino al quale è stata scattata la foto che sta qua sopra.

Allora ce le immaginiamo le signore haitiane, tesoro, mi raccomando, a mamma, lavati bene le mani quando torni a casa da fuori, che c’è la sporcizia. A mà, le mani me le lavo nel mischione, che cazzo dici?? L’acqua questa è. E poi, quale casa, mà? Ma tanto a noi ce dura un mese la tragedia. Je mannamo l’aiutiumanitari, spediamo lessemmesse da du euri, si attiva l’unità di crisi del MAE e passa la paura.

Questo passa nella mente al vostro reporter preferito e ai suoi compari silenziosi. Si sente il clic delle macchine fotografiche che devono testimoniare l’orrore.

Intorno baraccopoli improvvisate. Teloni. Noi in giro. E giunge la sera ed il buio. Si entra nel girone dantesco. Non so bene quale.  Ma uno brutto. La macchina viaggia a velocità smodata con Jean Philippe che suona come un pazzo. Qua non è che non fai le infrazioni con la macchina. Qua fai le peggio cose con la macchina e mentre le fai suoni il clacson a palla.

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Mistero

24 01 2010

Vi andasse di vedere tutte le punate di “Mistero”: clickate su questo LINK o sull’immagine sotto di esso:

http://www.tvdream.net/documentari/mistero-seconda-stagione-documentari/

(Da tvdream.net) Mistero è un programma andato in onda nell’estate 2009 su Italia 1, presentato dal cantante Enrico Ruggeri e da Daniele Bossari (dalla seconda stagione) che è l’inviato speciale del programma.
Il programma, dal format simile a quello di Voyager – Ai confini della conoscenza, tratta argomenti pseudoscientifici, come alieni e vampiri.

Nella prima e nella seconda puntata, Ruggeri ha presentato il caso di Giovanna, una donna che afferma di essere stata più volte rapita da alieni che la avrebbero ingravidata e in seguito a ciò avrebbe partorito degli ibridi alieni-umani. Il presunto feto di un ibrido tra una razza aliena nemica dei Grigi e questa donna è stato mostrato in anteprima assoluta.





Gli arabi e l’occidente

24 01 2010

http://www.la7.tv

Clicka l’immagine per guardare il ducumentario.

La puntata è dedicata alla cultura araba e le sue radici col mondo occidentale.

Un bel documentario che ci fa capire quanto siamo vicini e quanto dobbiamo alla loro cultura, per lo sviluppo della nostra. (N.D. OnestaMente)
Per vedere tutte le puntate nel sito di La7 clicka QUI