Voyager – I giganti del passato

13 12 2009

Gli uomini GIGANTI del passato

La Prima parte, per vederlo tutto clicka su “guarda il filmato”

Giganti Italiani

Sulle tracce dei Giganti

Servizio affascinante, basato sul Tempio dei giganti situato a Baalbek in Libano. La zona è piena di siti archeologici risalenti ad epoca romana e il tempio si pensa possa avere 5 mila anni. La caratteristica incredibile che fa ipotizzare che la costruzione abbia avuto la mano dei giganti è la presenza di tre massi (monoliti) lunghi 20 metri e pesanti mille tonnellate. Altra costruzione così imponente è il tempio di Salomone, edificato dall’omonimo re. Nel servizio verrà citata la Bibbia che parla che in quell’epoca c’erano i giganti e quindi si parla dell’evoluzionismo citando Darwin e del famoso anello mancante tra la scimmia e l’uomo.  Fiorellum

Per vedere tutte le puntate di Voyager sul sito di RAI.TV  clicka QUI






Voyager – Atlantide in Sardegna

13 12 2009

Una teoria interessante che riporta tutto il mito Platonico a dimensioni e luoghi più verosimili.

Cliccka l’immagine per vederlo via RAi.tv

Roberto Giacobbo ha raggiunto la Sardegna a caccia di nuove sorprendenti tracce di una civiltà lontana e perduta. È possibile si tratti della mitica Atlantide. È possibile che il continente raccontato da Platone si trovi più vicino a noi di quanto si pensi? Che le colonne d’Ercole non siano quelle che conosciamo da sempre? Il mito, la leggenda, la ricerca infinita: da anni ricercatori e studiosi si affannano sulle tracce dell’immenso continente perduto. Una terra ricca e florida abitata da un popolo civilmente avanzato, sparita all’improvviso. Un’antica civiltà in grado di colonizzare vasta parte del mondo conosciuto, sconfitta da un evento naturale di proporzioni gigantesche. Da anni si cercano le prove che l’isola di Atlante sia sprofondata nell’Oceano Atlantico o sia esplosa nel Mar Egeo, distrutta da un’eruzione vulcanica. Ma un giornalista, Sergio Frau, ha ipotizzato una realtà diversa, mettendo insieme indizi nascosti e prove documentate di come la Storia potrebbe essere andata in modo differente. Ma non solo: cosa è successo alle 7.16 del 30 giugno 1908 in Siberia? Cosa ha distrutto milioni di chilometri quadrati di foresta? Una terribile esplosione all’orizzonte, un bagliore accecante e migliaia di alberi abbattuti, eppure nessun cratere rinvenuto, né alcuna traccia di corpo estraneo caduto sulla Terra. Cosa successe a Tunguska più di cento anni fa? E ancora: cosa c’è di vero nelle leggende che raccontano dei vichinghi primi scopritori dell’America? Perché antiche saghe precolombiane raccontano di uomini bianchi, biondi, con occhi azzurri, che da mari molto lontani, su imbarcazioni simili a serpenti e draghi approdarono alcuni secoli prima nella loro terra? Voyager ha raggiunto le coste scandinave per scoprire la verità.

http://www.rai.tv





CARTOLINA AD EFFETTO: Buon Solstizio d’Inverno

12 12 2009

clicca l’immagine per ingrandirla


Buon Solstizio d’Inverno

per ricevere gratis il file in formato PDF

per stampare la cartolina in alta qualità scrivi a:

axteismo@yahoo.it

:

da inviare a parenti e amici

ammalati di cancro del cattolicesimo.


http://nochiesa.blogspot.com/





“RABBIA E VERGOGNA” DI PAPA RATZINGER NEI CONFRONTI DEI PRETI PEDOFILI IRLANDESI: SI SONO FATTI SCOPRIRE, NONOSTANTE 50 ANNI DI COPERTURA OMERTOSA

12 12 2009

http://tostiluigi.blogspot.com

Papa Ratzinger, non potendo più coprire i crimini perpetrati dai preti irlandesi e smascherati dal “rapporto Murphy”, quel documento che attesta che per 50 anni circa 2500 bambini sono stati sodomizzati, abusati, seviziati e torturati con ogni tipologia di violenza, quella fisica a quella morale, presso istituti gestiti da religiosi cattolici, ha manifestato oggi “rabbia e vergogna” nei confronti di quei preti criminali, rei di essersi fatti scoprire, nonostante la copertura omertosa assicurata loro dalla Chiesa e dal Vaticano per 50 anni. L’indagine ha portato alla ribalta dati sconcertanti: abusi sessualli, pestaggi e umiliazioni inflitti da religiosi che avrebbe tentato di coprirsi l’uno con l’altro, mettendo sotto silenzio la faccenda. “Benedetto XVI – aggiunge padre Lombardi – vuole indirizzare una lettera ai fedeli dell’Irlanda nella quale saranno chiare le indicazioni circa la risoluzione della questione incresciosa e vergognosa per il nome di Cristo”. “Il papa è sconvolto e angosciato, condivide la rabbia, il senso di tradimento e la vergogna provate da così tanti fedeli cattolici irlandesi” si continua nella conferenza. E anche il nunzio apostolico in Irlanda, Giuseppe Leanza, si scusa per quegli errori taciuti dalla Santa Sede: “Noi condanniamo questi atti ma se dovesse emergere che un qualunque errore è stato commesso da parte nostra presentiamo le nostre scuse”. Basta che non ci chiediate soldi.
Lo scandalo, che è venuto alla ribalta in seguito ad un documentario televisivo che ha fatto emergere la storia delle violenze sui minori, è stato coperto omertosamente dalla Chiesa irlandese, disposta a salvare i suoi ministri e il “buon nome” della Chiesa cattolica. “Noi vescovi chiediamo scusa a coloro che hanno subito gli abusi dei sacerdoti quando erano piccoli, ai loro familiari e a tutti coloro che, giustamente, se ne sono scandalizzati. Siamo scioccati non solo per la portata degli abusi così come vengono riferiti in un rapporto, ci sentiamo anche coperti di vergogna di fronte ai tentativi di insabbiamento messi in atto dall’arcivescovado di Dublino”, afferma il sinodo dei vescovi irlandesi.
Queste notizie, che circolano sulla stampa e sulle televisioni estere da mesi, sono state sistematicamente occultate dalla stampa italiana, cioè della Repubblica Pontificia, sempre pronta a coprire, omertosamente, le malefatte del Vaticano.
Esprimo anch’io “rabbia e vergogna”: quella di vivere nella mafiosa e omertosa Colonia del Vaticano.

http://tostiluigi.blogspot.com/2009/12/rabbia-e-vergogna-di-papa-ratzinger-nei.html





Gli egizi e le stelle

10 12 2009

Robert Bauval e Graham Hancock sono semplicemente dei GRANDI!

Un bel documentario (un po’ vecchiotto) doppiato in Italiano, ben girato e con belle scenografie. I due studiosi ci portano a predatare le piramidi e la sfinge e a scoprire il profondo rapporto tra gli egizi, le stelle, e la precessione degli equinozi, ma molto altro verra mostrato.





La Teoria delle Stringhe e gli universi paralleli

9 12 2009

-L’UNIVERSO ELEGANTE-

Questo documentario  fornisce una buone descrizione della teoria delle stringhe, che unisce la fisica quantistica e la teoria della relatività.

La prima parte: per vederlo tutto clicka su “guarda il filmato”

Via Megavideo (se finisci il tempo a dsiposizione puoi continuare via Megastream clicckando QUI)

-UNIVERSI PARALLELI-

La teoria delle stringhe propone l’idea che tutto nell’universo, dalle più immense galassie alle particelle subatomiche, sia fatto di sottili e vibranti corde di energia…. Dal punto di vista matematico, la teoria delle stringhe suggerisce che il mondo che conosciamo non è completo, e che oltre le 4 dimensioni con cui abbiamo familiarità – il tempo e lo spazio tridimensionale – esistono sei dimensioni spaziali extra, presenti in forme geometriche occulte ad ogni singolo punto nell’universo. “Anche se gli scienziati usano potenti super-computers per cercare di visualizzare queste dimensioni extra”, dice il fisico Gary Shiu, che ha condotto lo studio, “nessuno è ancora riuscito a svelarne la forma”. Secondo la teoria delle stringhe, queste dimensioni extra potrebbero avere 10.000 forme possibili diverse, ognuna teoricamente corrispondente al proprio universo e alle proprie leggi fisiche. “Vorremo conoscere quella che corrisponde al nostro di universo”, dice Henry Tye, fisico della Cornell University che non ha partecipato allo studio. Nel mondo fantastico delle stringhe e delle superstringhe, un mondo infinitamente piccolo dove i costituenti fondamentali della materia e dell’energia sono miliardi e miliardi di volte più piccole degli elettroni o dei fotoni, non vi è un solo universo, ma molti universi paralleli che possono anche venire a contatto tra loro. Shiu dice che le forme multi-dimensionali dell’ extra-mondo sono troppo piccole per poter mai essere osservate attraverso gli usuali mezzi, per questo la teoria è così difficile da dimostrare. “Possiamo teorizzare qualsiasi cosa, ma poi dobbiamo essere in grado di dimostrarlo sperimentalmente. Il problema dunque è: come facciamo ?”.

Il metodo sviluppato da Shiu, Insieme al suo studente Bret Underwood, si basa sull’idea che le sei dimensioni extra abbiano avuto una forte influenza sull’universo, quando questo era ancora un piccolo blocco altamente compresso di materia ed energia, nell’istante dopo il Big Bang. Non esistendo ancora una macchina del tempo per tornare a quel momento, i nostri eroi hanno usato una mappa dell’energia cosmica rilasciata dopo il Big Bang che è stata catturata da satelliti come il WMAP (Wilkinson Microwave Anisotropy Probe) della NASA essendo rimasta praticamente tale e quale, fornendo una fotografia del baby-universo. “Così come un’ombra può dare un’idea di un oggetto, questa traccia di energia cosmica può fornire un’indicazione della forma delle altre sei dimensioni presenti”…   Sorayaluna72

La Prima parte (la seconda in verità, ma la prima è un inutile
intro) per vedere le altre clicka su”Leggi il seguito di questo post”

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Il meccanismo Cap & Trade nel trattato sul clima di Copenhagen

9 12 2009

http://cambiamoci.blogspot.com   di Chicco

Questo breve video vi spiega con semplicità quale è la soluzione che i nostri governi (o forse dovrei dire i poteri economici che li “guidano”) ritengono risolvera’ i cambiamenti climatici.

Mentre i giornali affrontano con superficialita’ la conferenza sul clima di Copenhagen, senza nemmeno descrivere il contenuto del trattato, il gruppo The story of stuff, lo ha studiato e ha tirato fuori un semplice video che ne spiega il funzionamento. In lingua inglese trovate anche altre informazioni sul sito Cap & Trade.

La soluzione sembra fallimentare già in partenza e sarà probabilmente l’ennesima occasione per far fare business ai soliti speculatori, senza di fatto risolvere alcun problema.

TRADUZIONE

Quando ho sentito dire che i nostri leader si stavano incontrando per parlare di soluzioni, ho tirato un sospiro di sollievo. No? Allora mi sono detta, aspetta un attimo. Che cosa hanno in programma per risolvere questo problema?

Così ci ho approfondito.
E devo dire, non tutte le soluzioni a cui stanno lavorando possono definirsi soluzioni. Infatti, la soluzione leader, conosciuta come “Cap & Trade” (taglia e scambia), o scambio delle emissioni, è in realtà un grosso problema.

So che questa è l’ultima cosa che volete sentire, ma il futuro del nostro pianeta è in gioco, quindi vale la pena prendersi del tempo per capire cosa sta succedendo.

Okay, metti dei tizi al centro della cosiddetta soluzione.
Tra questi ci sono persone della Enron, che ha progettato il commercio di energia, e i finanzieri di Wall Street, come Goldman Sachs, quelli che ci hanno portato alla crisi dei mutui subprime.
Il loro compito è quello di sviluppare un nuovo mercato. Essi sottopongono le loro richieste e, quando tutti, compresa la loro nonna vogliono entrare, se ne escono con enormi quantità di denaro dati che il mercato diventa una bolla gigante che scoppia.
La loro ultima bolla è appena scoppiata e ora hanno una nuova idea per un mercato: scambio di emissioni di anidride carbonica. Sono in procinto di sviluppare una nuova bolla di 3 mila miliardi. Ma quando questa scoppiera’, non tocchera’ solo i nostri portafogli azionari. Potrebbe smontare tutto!

Come funziona il “Cap & Trade”?

Beh, quasi tutti gli scienziati piu’ seri (Beh! + o -…  N.D. OnestaMente) concordano che se vogliamo evitare il disastro climatico dobbiamo ridurre la quantità di CO2 nell’atmosfera a 350 parti per milione. Negli Stati Uniti, questo significa ridurre le nostre emissioni dell’80%, forse anche di più, entro il 2050. Il problema è che la maggior parte della nostra economia globale gira grazie ai combustibili fossili, i quali rilasciano CO2: le fabbriche che producono tutte le nostre cose, le navi ed i camion che la trasportano in tutto il mondo, la nostra auto, gli edifici e gli elettrodomestici. Quasi tutto! Quindi, come facciamo a ridurre le emissioni di CO2 dell’80% senza dover ritornare a vivere come nella Piccola casa sulla prateria? Bene, questi tizi del “Cap & Trade” dicono che un mercato azionario di CO2 è il modo migliore per risolvere il problema. Il primo passo sarebbe l’accettazione dai governi di imporre un limite annuale sulle emissioni di carbonio.

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Cuoi e buoi dei paesi tuoi

9 12 2009

DI EUGENIO BENETAZZO
eugeniobenetazzo.com

Mamma mia dammi cento lire che in America voglio andar. Chi non l’ha sentita canticchiare almeno una volta nel corso della sua vita, un motivetto canoro ormai di vecchia data che ricorda un’epoca ormai passata in cui chi era giovane sognava di andaresene via dall’Italia per trovare un posto di lavoro. Forse l’anno venturo qualche rapper italiano (confido in Fabbri Fibra) proporrà un rifacimento musicale all’industria discografica per lo scenario italiano, magari qualcosa del tipo “Mamma mia dammi 1000 euro che all’estero me ne voglio andar”. L’Italia è stata assogettata al dictat delle privatizzazioni e della concorrenza sleale: si è fatto l’impossibile per distruggere quello che è stato costruito dal dopoguerra ad oggi, soprattutto il cosidetto vantaggio competitivo italiano non esiste più. Interi distretti industriali messi in ginocchio e decimati per aver abbracciato il pensiero globalizzante.

Mi fanno ridere queste farse politiche (rosse, nere, azzurre e verdi) che ora lanciano moniti sui livelli occupazionali in Italia, mi sembra di vedere una banda di piromani che grida “al fuoco, al fuoco”.  Nessuno di loro è più attendibile o credibile, spero che presto uno tsunami elettorale (http://www.youtube.com/watch?v=2lOrwLu8sjA) li spazzi via nel dimenticatoio per sempre, assieme a tutte le loro beghe di partito e le deliranti notizie di gossip. Ho intervistato in questi giorni alcuni imprenditori dei distretti conciari italiani, Arzignano (Vicenza) e Santa Croce sull’Arno (Pisa): ormai non hanno più lacrime per piangere. Migliaia di imprese non esistono più, cancellate anagraficamente come i database colpiti da un virus informatico. Siamo forse l’unico paese al mondo che non si difende, che consente l’ingresso indiscriminato tanto di lavoratori quanto di merci (alimentari e non) che compromettono sia i postii di lavoro italiani e sia i prodotti tipici italiani. Chi si approvigionava del prodotto finito italiano adesso si rivolge altrove per prodotti meno costosi realizzati in Oriente, con inquietanti interrogativi sullo sfruttamento degli allevamenti intensivi e sull’inquinamento ambientale. A questo bisogna inoltre aggiungere tutti gli imprenditori conciari che continuano a fare “resistenza” confidando nella vocina interiore che suggerisce loro di resistere perchè la cosidetta “crisi” presto finirà. Per resistere sono disposti a iniettare a fondo perduto denari e risparmi che avevano accantonato negli anni prima ritenendo che in un prossimo futuro lo scenario migliorerà. Certo che muterà, ma in peggio. Purtroppo anche loro finiranno male nonostante le loro buone intenzioni.

In Italia si è verificato proprio questo: fino a quando la torta era grande, c’era spazio e successo per tutti, mentre ora che siamo passati da un mercato concorrenziale ad uno competitivo, si è vista la differenza tra chi sa fare impresa e chi è imprenditore improvvisato.  Ormai le cronache imprenditoriali si sprecano: anche il distretto della concia verrà sacrificato e centinaia di migliaia di posti (tra diretto ed indotto) saranno polverizzati. Purtroppo non si recupereranno mai più. A questo punto vorrei sapere come si dovranno riciclare o reinserire le persone che si troveranno senza occupazione.  Alcuni giorni fa rincasando in treno, ascoltavo di nascosto le conversazioni di un gruppo di studenti universitari di Milano, che idealizzavano sul loro radioso futuro (secondo le loro aspettative) e sulla loro futura professione (e remunerazione). Poveri illusi. MI sembrava di ascoltare le esternazioni ed i sogni plagiati dei partecipanti di “Amici” condotto da Maria De Filippi.  Inutile arrabbiarsi con queste generazioni di ragazzi, poco più che ventenni.  La colpa non è loro, ma eventualmente dei loro stessi genitori, che hanno appoggiato ed osannato tanto a destra quanto a sinistra falsi profeti (da Prodi a Berlusconi), i quali hanno svenduto il futuro di questo paese e compromesso il benessere delle future generazioni.

Eugenio Benetazzo

http://www.eugeniobenetazzo.com/cuoi_e_buoi.htm





Una cultura Europea perduta, finalmente estratta dall’oscurità

7 12 2009

http://www.piramidasunca.ba         http://www.nytimes.com

Scritto da John Nobile Wilford – Tradotto da OnestaMente

Prima della gloria che furono Grecia e Roma, antecedente addirittura alle prime città della Mesopotamia o ai templi lungo il Nilo, viveva nella Bassa valle del Danubio e nelle pendici dei Balcani una popolazione che era avanzata per il suo tempo in arte, tecnologia e scambi commerciali a lunga distanza.

Per 1.500 anni, a partire da prima del 5000 aC, hanno coltivato e costruito villaggi di considerevoli dimensioni, alcuni con ben 2.000 abitazioni. Hanno imparato fusione di rame su larga scala, la nuova tecnologia dell’epoca. Le loro tombe avevano una serie impressionante di squisite acconciature e collane e, in un cimitero, la più antica collezione di manufatti d’oro trovata al mondo.

Il design sorprendente del loro ceramiche ci racconta della raffinatezza del linguaggio visivo di questa cultura. Fino a recenti scoperte, i reperti più interessanti sono state le onnipresenti figurine in terracotta della dea, inizialmente interpretato come la prova del potere spirituale e politico delle donne nella società.

Una nuova ricerca, dicono gli archeologi e gli storici, ha ampliato la comprensione di questa cultura a lungo trascurata, che sembra si sia avvicinata alla soglia della “civiltà”. La scrittura era ancora da inventare, e quindi nessuno sa che come essi si chiamassero. Per alcuni studiosi, queste persone e la regioni sono semplicemente la Vecchia Europa (Old Europe).

Clcka per ingrandire

Questa cultura poco conosciuta è stato salvato dall’oscurità in una mostra, “Il mondo perduto della vecchia Europa: la valle del Danubio, 5000-3500 aC,” che ha aperto il mese scorso presso l’Istituto per lo studio del mondo antico all’Università di New York . Oltre 250 reperti provenienti da musei in Bulgaria, Moldavia e Romania sono in mostra per la prima volta negli Stati Uniti. La mostra si svolgerà fino al 25 aprile.

Al suo culmine, circa 4500 aC, ha detto David W. Anthony, curatore della mostra, la “vecchia Europa è stata tra le  più sofisticate e tecnologicamente avanzate aree del mondo” ed è stava sviluppando “, molti dei segni politici, tecnologici e ideologici della civiltà “.

Dr. Anthony è un professore di antropologia alla Hartwick College di Oneonta, NY, e autore di “Il cavallo, la ruota, e il linguaggio: come i cavalieri dell’era del bronzo, dalle steppe eurasiatiche hanno plasmato il mondo moderno”. Storici suggeriscono che l’arrivo in sud-est Europa, dei popoli dalle steppe può aver contribuito al crollo della cultura vecchia Europa dal 3.500 aC.

All’anteprima della mostra, Roger S. Bagnall, direttore dell’Istituto, ha confessato che fino ad ora “un gran numero di archeologi non avevano sentito parlare di questa cultura della vecchia Europa”. Ammirando le ceramiche colorate, il dottor Bagnall, specialista in archeologia egizia, osservò che al tempo “Gli Egizi non erano di certo fare una scultura come questa”.

Il catalogo della mostra, pubblicato dalla Princeton University Press, è il primo compendio in lingua inglese di ricerca sulle scoperte della Vecchia Europa. Il libro, curato da Dr. Anthony, con Jennifer Y. il quale, direttore associato dell’Istituto per mostre, comprende saggi di esperti provenienti da Gran Bretagna, Francia, Germania, Stati Uniti e nei paesi in cui la cultura esistitette.

Il Dottor Chi ha detto che la mostra riflette l’interesse dell’Istituto per lo studio delle relazioni tra culture ben noti e “quelle sottovalutate”.

Anche se scavi nel secolo scorso hanno scoperto tracce di antichi insediamenti e  statuette di divinità, non è stato fino a quando gli archeologi locali, nel 1972 scoprirono un grande cimitero del quinto millennio avanticristo a Varna, in Bulgaria, che hanno cominciato a sospettare che queste persone non erano poveri che vivevano in società egualitarie non strutturate. Anche allora, confinati in isolamento durante guerra fredda dietro la cortina di ferro, bulgari e rumeni non erano in grado di diffondere le loro conoscenze in Occidente.

La storia che sta nascendo è quella di pionieri dell’agricoltura, i quali, circa nel 6200 aC,  si spostano a nord verso la Vecchia Europa dalla Grecia e dalla Macedonia, portando il grano e semi di orzo e bovini e ovini domestici. Hanno stabilito colonie lungo il Mar Nero e nelle valli e colline dei fiumi del fiumi, e si sono evoluti in relazionate ma distinte culrure. Gli insediamenti hanno mantenuto stretti contatti con le reti di scambi di rame e oro e anche condiviso modelli di ceramica.

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Climategate – il meteoscandalo difficile da insabbiare

5 12 2009

http://www.edicola.biz       http://svolte-epocali.blogspot.com

Colpo di scena metereologico! Ignoti hackers hanno rubato un archivio di emails di scienziati impegnati della diffusione della tesi del riscaldamento globale causato da attività umane, e le hanno rese pubbliche. Sopresa: in privato gli scienziati non condividevano le loro opinioni pubbliche, e discutevano come tacitare gli scienziati che dissidevano sull’argomento….

E’ uno scandalo di proprozioni notevoli quello che sta montando nel vero teatro moderno dell’informazione – Internet – e di cui hanno iniziato ad occuparsi alcuni (pochi) grandi media, alcuni seriamente, altri cercando di insabbiare (vedi i vari video in calce all’articolo). Migliaia di email private sono state rese pubbliche, nelle quali importanti scienziati che pubblicamente sostengono a spada tratta la tesi del riscaldamento globale causato dall’uomo, tradiscono in privato opinioni ben diverse, e si confidano di falsare i dati per rafforzare le loro teorie. Non si tratta di scienziati qualunque. Sono scienziati della università della East Anglia Climate Research Unit (CRU), riconosciuta come una delle istituzioni in prima linea nel mondo nella scienza della metereologia e dello studio del riscaldamento globale antropogenico. Insomma, si tratta dei vate che ci illuminano sulle catastrofi climatiche che inevitabilmente ci attenderebbero, e ai quali abbiamo sempre creduto perché dopotutto di chi ci si dovrebbe fidare, se non degli scienziati più autorevoli al mondo nella loro materia? Peccato che dalla lettura delle loro email private adesso si evinca che pur di sostenere la loro tesi essi siano giunti a falsare i dati, una bestemmia scientifica in grado di discreditare completamente e per sempre qualsiasi scienziato. E si tratta scienziati di spicco, finanziati (fra l’altro) anche dal Dipartimento Statunitense dell’Energia (nonostante l’istituto faccia capo a Londra), e fortemente implicati nel IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). L’istituto ormai sputtanato si difende dalle accuse, sostenendo che la tempistica dell’attacco sia finalizzata a screditare la imminente conferenza di Copenhagen sul tema. Può essere, ma la sostanza delle emails non cambia. Qualcosa puzza, e di sicuro abbiamo la dimostrazione che non ci si può fidare neppure dei più rispettati scienziati, anzi soprattutto dei più rispettati scienziati, poiché rispetto e denaro vanno solitamente a braccetto, e a decidere quale tesi scientifica debba venire “dimostrata” dagli scienziati “rispettati” è ormai quasi sempre il committente, colui che paga, come le “spiegazioni scientifiche” ufficiali sui motivi dei crolli delle torri dell’11 settembre ha già ampiamente dimostrato.

Il riscaldamento globale ad opera dell’uomo è quindi solo una bufala, un mito creato ad arte finalizzato a bloccare lo sviluppo del terzo mondo e la salvaguardia delle risorse residue (quelle sì, in esaurimento), nonchè un pretesto per l’inizio dell’introduzione di un sistema di tassazione globale e transnazionale (a partire dalla cosiddetta “carbon tax”), prodromo dell’avvento di un governo mondiale? Non balzerei a conclusioni affrettate, ma neppure lo escluderei in partenza. La lezione da trarne è che in assenza di dati certi il scetticismo va esercitato a 360° e sospendere il giudizio fino a quando non se ne sappia di più. Ma saperne di più in questo caso è reso difficile dal fatto che come abbiamo visto non puoi credere neppure ai dati presentati dai più autorevoli scienziati.

Nelle emails incriminate si discute anche su come emarginare, isolare e censurare gli scienziati scettici rispetto alla tesi del riscaldamento globale. E’ curioso che a smascherare la disonestà intellettuale di tali scienziati non siano stati i servizi segreti di alcun paese, bensì dei semplici hacker, che hanno poi reso disponibili i files su un server russo. E’ probabilmente la prima volta che un hacker riesce dove tutti i giornalisti e servizi segreti del mondo falliscono - scoprire una verità importante e ben celata e rivelarla al pubblico. Questa primizia è intensamente surreale, poiché l’hacker è tipicamente un’entità anonima, una presenza veggente, ma invisibile, nel Villaggio Globale. Dobbiamo quindi abituarci all’idea dell’hacker come il superdio dell’informazione, un Robin Hood Ontologico che ruba le informazioni ai ricchi delle stesse per distribuirle ai net-peones, gli ignoranti globalvillici, cioè noi? Ad Elio e le Storie Tese l’ardua sentenza (chi altri rimane, quando non si può più credere a scienziati e telegiornali? E anche dei posteri mi sa che c’è poco da fidarsi…)

La CNN ha impiegato sei giorni prima di accorgersi dello scandalo, e quando ne ha parlato ha cercato di minimizzare, senza entrare nei dettagli. Un esempio di grande giornalismo.

Originariamente pubblicato su Edicola Punto Biz
Articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata (comprensiva dei link ed eventuali referenze in esso contenuti) e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale

Segue – “CLIMATEGATE” di Nicolò

http://svolte-epocali.blogspot.com

Fossi in voi, se possedete dei titoli azionari di una compagnia che si occupa di energie alternative, comincerei a pensare a come sbarazzarmene. Il complotto dietro il riscaldamento globale antropogenico è stato improvvisamente e brutalmente smascherato dopo che un hacker si è introdotto nei computer della Climate Research Unit [*1], nell’Università della East Anglia, recuperando 61 megabytes di informazioni confidenziali (disponibili su *ThePirateBay). In totale si tratta di 1079 e-mails e 72 documenti, che coinvolgono un numero consistente di distinti ricercatori, di cui è sufficiente leggerne anche solo una piccola parte per comprendere per quale motivo si trattasse di corrispondenza confidenziale. Potrebbe trattarsi di uno dei più grandi scandali della scienza moderna, considerato che il CRU è ritenuto (almeno fino ad oggi, si spera) uno dei laboratori più influenti nello studio del riscaldamento globale dovuto a cause umane, e ha giocato un ruolo fondamentale nell’ultimo documento dell’Ipcc, il panel intergovernativo delle Nazioni Unite che studia i cambiamenti climatici. É interessante andare a spulciare fra le mail perchè leggendole risulterà evidente che siamo davanti a un’autentica manipolazione di dati. Riporto di seguito alcuni estratti della corrispondenza, ritrovabili nel file che ho linkato, oppure in un’ampia trattazione sul blog di *Bishop Hill.

Manipolazione dei dati:

From: Phil Jones
To: ray bradley ,mann@XXXX, mhughes@XXXX
Subject: Diagram for WMO Statement
Date: Tue, 16 Nov 1999 13:31:15 +0000

Dear Ray, Mike and Malcolm,

Once Tim’s got a diagram here we’ll send that either later today or first thing tomorrow.I’ve just completed Mike’s Nature trick of adding in the real temps to each series for the last 20 years (ie from 1981 onwards) amd from 1961 for Keith’s to hide the decline…

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO E VEDERE TUTTI I 9 VIDEO, CLICKA SU “LEGGI IL SEGUITO DI QUESTO POST”

..E C’è addirittura il video clip! – “Hide the decline”

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Impressioni di inizio dicembre – Silvio! Oh Silvio!

5 12 2009

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Impressioni di inizio Dicembre – Oblah-blah

5 12 2009

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Impressioni di inizio dicembre

5 12 2009

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