Emancipazione?

•8 Novembre 2009 • Lascia un Commento

Di OnestaMente

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Facciamo il punto sull’emancipazione dei giovani e meno giovani di oggi. Me compreso, intendo tutti quelli dai 18 ai 35 anni.

Sono stufo di cazzate, di sentir dire che bisogna lavorare di più, essere pagati sempre meno ed esserne anche grati perché c’è la crisi. Non sopporto quelli che si lamentano dei giovani d’oggi perché secondo loro non hanno abbastanza voglia di lavorare, che non hanno obbiettivi seri, che pretendono sempre troppo. Loro si che si facevano il culo e non si lamentavano, 20/30 anni fa! Peccato solo che quando un lavoro se lo trovavano, avevano anche un contratto a tempo indeterminato, quindi una certa sicurezza economica, tanto da  poter pensare a  cose come metter su famiglia, salvare dei risparmi,  il mutuo per la casa. Senza andare tanto indietro, solo ai tempi della Lira il costo della vita era di molto inferiore.

Un tempo bastava che uno solo dei genitori in famiglia avesse un lavoro come impiegato o anche solo come operaio, per riuscire a mantenere, nutrire e far vivere una vita dignitosa a tutta la famiglia (3/4 persone). Oggi tanti laureati con mille euro al mese come dovrebbero pagarsi l’affitto, le bollette, la scuola ai figli,e qualcosa di decente da mangiare? Magari anche una piccola vacanza ogni tanto?

Oggi i giovani hanno prezzi stratosferici e lavori sottopagati che, se gli va bene durano 6 mesi, poi son cazzi loro. Se poi riescono a trovare un appartamento decente, lo devono pure pagare come una reggia, grazie all’iperspeculazione edilizia degli ultimi 10 anni. Che sorpresa se poi si impegnano poco, non hanno seri obbiettivi nella vita e restano a vivere coi genitori a lungo!

Mammoni per forza.

Sopporto ancora meno  le accuse di non credere in nulla, di essere senza valori, perché loro si che i valori ce l’avevano. Qua si che mi sento punto nel vivo.

Ma che valori?

Il patriottismo? La fede religiosa? La sottomissione agli anziani ad ogni costo? La fede nella purezza della verginità, nel valore di una vita casta?  Quali di queste idiozie castranti e spesso omicide dovrebbero renderci peggiori da come erano loro? Come se fosse stupido  non abboccare  all’amo degli innumerevoli falsi miti che cercano di farci adorare da quando nasciamo, all’ultimo giorno della nostra vita!  Siamo noi da biasimare? Dovremmo considerare un difetto l’essere liberi e refrattari a qualsiasi propaganda? Io credo invece che siamo molto meglio di loro, noi che non crediamo ai dogmi, che siamo stufi delle stronzate della TV, che della morte dei giornali non ci potrebbe fregar di meno, perché usiamo internet e non abbiam bisogno di editori. (sopratutto i più giovani)

Ci rinfacciate di non credere nell’istruzione scolastica.

Ma vediamo ogni giorno come son ridotte le nostre scuole e le facce di chi ci dovrebbe insegnare. Vediamo che scempio della cultura fate, con le vostre obbrobriose riviste patinate e i vostri programmi televisivi idioti, colmi di donne appese come quarti di bue.

Ah le donne, povere donne italiane! Mai come oggi sono state bersaglio di volgarità sessuali e maschiliste, dai media. Esse sono oggeti di cornice, quando non semplici trastulli. Guardate l’ottimo documentario della Zanardo “Il corpo delle donne”  per capire a pieno ciò che intendo.

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Una volta le donnne che restavano a casa come mamme a tempo pieno erano considerate per lo meno arretrate, oggi se se lo possono permettere vengono viste come fortunate da quelle che invece devono lavorare.  Ci hanno spacciato per emancipazione e parità dei sessi quello che si è rivelato essere solo una pari schiavitù del precariato a vita e dell’indebitamento costante.

In America ad esempio, per studiare in una buona università si arriva a pagare cifre che ti costringono a indebitarti con le banche per decenni. Qua in Italia non siamo ancora allo stesso livello, ma la distruzione della pubblica istruzione sta facendo grandi passi avanti…

Infine lasciatremi dire una cosina sulla costituzione. Si, quella carta che dovrebbere difendere i nostri diritti:

La costituzione italiana è stata adottata il 12 magio 1948, scritta da soli maschi che vivevano in epoca sicuramente molto diversa da oggi. I tempi non vi sembrano abbastanza maturi per  rilevarne i limiti e dichiararne l’effettiva scadenza?

Diamo un’occhiata ai primi due articoli:

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.”

“La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

La sovranità appartiene al popolo, ma che cos’è il popolo, se non un grande insieme di individui in correlazione? E’ un controsenso. La sovranità quindi, dovrebbe essere degli individui, non dei popoli.

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità…”

I diritti dell’uomo… solo dell’uomo?

Sarebbe più giusto riconoscere i diritti della persona, come individualità, piuttosto che del popolo o dell’uomo; sarebbe ora di pensare anche ai diritti della Natura, prima che sia troppo tardi.

Il mondo è cambiato e le persone anche, è ora di scrivere un testo base nuovo e magari, con un nuovo nome. Abbiamo bisogno di un testo di diritto fondamentale che davvero parifichi e sia redatto da tutti i sessi, quindi da uomini e donne etero e omosessuali, un testo che si ispiri alla sovranità individuale e alla ricerca della felicità, insieme al rispetto per l’ambiente.

Abbiamo bisogno di una nuova Costituzione.

Pensateci

OnestaMente

Dal Rinascimento al Giurassico

•6 Novembre 2009 • Lascia un Commento

http://www.reset-italia.net

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di Stefano Martella

“Mi diverte l’idea di raccontare la vostra Italietta berlusconiana[…]siete cosi buffi, ridicoli, tra di voi parlate solo di televisione e di Berlusconi[…]siete un popolo a metà tra orrore e folklore, siete proprio abituati alle vostre schifezze, ogni volta noi pensiamo che voi italiani avete finalmente toccato il fondo e invece no, state lì che scavate,scavate, scavate e andate ancora più giù, più giù…raschiate”.

Cosi parlava Jerzy, il corpulento polacco ad un annaspante Silvio Orlando nella famosa scena della piscina de “Il Caimano”di Nanni Moretti. Non che reputi il film un capolavoro cinematografico ma in quel frangente, in quella scena Moretti ci regala, in poche ciniche battute, il volto dell’Italia. Non c’è bisogno di dotte argomentazioni o illustri studiosi per immedesimarsi pienamente in quelle scarne e volgari righe, esaustive come non mai.
Dal 2006, anno di uscita del film, non ci siamo fermati, continuiamo a scavare e scavare, seguitando a non trovare niente, solo umiliazioni e scandali.
Questa volta però voglio smentire Jerzy su un punto, ossia non discuterò di televisione e di Berlusconi ma cercherò di parlare di energia, divincolandomi tra una escort e l’altra.
Ebbene signori ormai è deciso,l’Italia ritorna al nucleare gloriosa e trionfante. Con 142 voti a favore e 105 contrari il Senato, il 18 maggio 2009, ha dato il definitivo via libera al cosiddetto “Ddl sviluppo”. L’Italia ritorna indietro di 22 anni.
Mentre il mondo investe milioni di euro sulle energie sostenibili il Belpaese si affossa nell’uranio con un partner d’eccellenza: la Francia.
Infatti nel febbraio 2009 Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy, hanno firmato un accordo di cooperazione che prevede lo sviluppo di centrali nucleari in Italia e in Francia; il presidente francese in merito ha dichiarato: “il nucleare ci permetterà di collaborare attivamente con l’Italia, è qualcosa di storico per i due Paesi, quindi per il 2020 bisognerà sviluppare in maniera massiccia centrali nucleari e nessuna persona deve assolutamente porre veti a una decisione che è molto importante e fondamentale per Italia e la Francia”. Quelles belles paroles président!
Effettivamente Sarkozy ha pienamente ragione, questo accordo per i transalpini è di vitale importanza dato che le due maggiori aziende francesi di centrali nucleari, l’Areva e l’EDF, impegnate a costruire nel nostro paese, sono afflitte da giganteschi problemi economici.
Secondo la rete ambientalista Sortir du nucléaire, Areva è alla ricerca di circa 3 miliardi di euro per cercare di tenere in equilibrio il bilancio 2009 dopo che lo scorso 25 novembre è stata costretta ad annullare il suo progetto di sfruttamento della miniera di uranio Midwest in Canada.
Come se non bastasse il cantiere EPR di Areva in Finlandia, avviato nel febbraio 2005, che dovrebbe servire da modello per il nucleare italiano di terza generazione, è un vero e proprio disastro: 38 mesi di ritardo nella costruzione, 2,4 miliardi di euro di penalità richieste dai finlandesi ai francesi per un reattore venduto a 3 miliardi di euro e che in realtà ne costa già ora 5,4; a gennaio la Siemens ha annunciato che abbandonerà il progetto, prendendo alla sprovvista Areva che ora deve trovare altri 2 miliardi di euro per rimpiazzare le quote detenute dal suo vecchio partner. L’azienda è stata rovinosamente colpita anche sul mercato americano: il piano di rilancio economico di Obama non stanzia nemmeno un centesimo per il nucleare, mentre l’industria atomica si aspettava 50 miliardi di dollari.
La maggioranza dei progetti di costruzione di centrali nucleari francesi all’estero restano annunci e i volenterosi tour del presidente Sarkozy fino ad ora non hanno sortito che semplici «accordi di cooperazione», che non vincolano nessuno; cosi l’eventualità di costruire EPR in giro per il mondo è un ipotesi che oramai sta diventando sempre più virtuale.
Inoltre è possibile che il governo italiano creda che le centrali sorgano come funghi nei giorni di pioggia, di fatto però il nucleare richiede enormi investimenti pubblici per una produzione di energia che darà i suoi frutti tra gli 8 e i 10 anni con un ritorno degli investimenti a distanza di 30 anni. Ma tranquilli l’Italia non si dimentica mai degli amici.

GEAB 38 parte I, II e III

•1 Novembre 2009 • Lascia un Commento

http://informazionescorretta.blogspot.com/

I – UE al bivio: complice o vittima del crollo del dollaro?
II – 4 vincoli strategici per l’UE + Crisi usa/iran/israele
III – Rischio Paese 2009-2014: l’incrocio tra le due fase terminali della crisi

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GEAB PARTE I – Unione Europea complice o vittima del crollo del dollaro?

“Sedicenne stuprata da due diciottenni, la madre ascolta tutto al telefono”, questo il titolo che ci propone City, il quotidiano gratuito distribuito in migliaia di copie ai pendolari delle grandi città.

Già.

Forse sarebbe stato opportuno approfondire meno i dettagli truculenti della storia, farsi più domande sulla direzione in cui stiamo educando i nostri figli, e dedicare un po’ più di spazio al nuovo GEAB Report n.38, se non nella sua versione completa almeno nella sua versione gratuita.

In questo numero, oltre alle consuete previsioni, Europe2020 (se non sapete di chi stiamo parlando potete visitare questo articolo dedicato a quanto durerà la crisi) si sbilancia sempre di più in favore dell’Eurozona, di cui il team è notoriamente espressione.

Rendiamo comunque disponibile a tutti il report gratuito e ampi stralci del report completo, invitando gli affezionati lettori a ripulire il report dalla sua stessa propaganda per preservare l’analisi strategica.

La parola al report gratuito e riassuntivo di Europe2020, nella traduzione proposta da ripensaremarx.splider.com .

Le principali tendenze al lavoro nelle fasi 4 e 5 della crisi sistemica globale (la fase di decantazione e la fase di dissezione geopolitica globale) si rivelano ogni giorno un po’ di più.

Tutti ormai hanno capito che gli Stati Uniti sono trascinati in una spirale incontrollabile che associa insolvibilità generalizzata del paese ed incompetenza evidente delle elite US ad attuare le soluzioni necessarie.

L’annunciata cessazione dei pagamenti degli Stati Uniti è in corso come illustrano la caduta del dollaro e la fuga dei capitali fuori dal paese: solo il nome del liquidatore ed il riconoscimento del fallimento sono ancora sconosciuti, ma ciò non può ritardare.

E, parallelamente al suo leader, l’Occidente, da cui il Giappone si allontana un po’ di più ogni giorno con l’attuazione dei suoi nuovi orientamenti politici, economici, finanziari e diplomatici, è già in piena deliquescenza l’immagine della NATO in Afganistan.

Così, secondo LEAP/E2020, l’ anno 2010 metterà l’ Unione europea nel cuore di quattro vincoli strategici che gli imporranno scelte urgenti in un contesto di crollo accelerato del campo occidentale, che si potrebbe semplificare riassumendolo col destino del dollaro US. Queste scelte definiranno durevolmente il ruolo degli europei nel mondo del dopo crisi.

Sia se si affermeranno come attori-chiave della strutturazione del mondo di domani affermando la loro visione del futuro e cercando i partner ad hoc senza esclusione; sia se si accontenteranno di essere vittime che acconsentono al naufragio dell’Occidente seguendo ciecamente Washington nella sua discesa agli inferi.

Nel primo caso, l’ Ue assumerebbe interamente la sua finalità storica di ridare agli europei il controllo del loro destino collettivo; nel secondo, si rivelerebbe essere nient’altro che la propaggine occidentale del COMECON, appendice senza futuro della superpotenza tutelare.

Le tendenze pesanti sono già identificabili e, secondo il nostro gruppo, spingeranno fortemente l’ Europa in direzioni anticipabili fin da oggi.

Detto ciò, la debolezza intellettuale dell’attuale direzione politica europea (Unione e Stati membri insieme) costringe a modulare le previsioni. In tutti i casi, essendo la UE la prima potenza economica e commerciale mondiale, le conseguenze di queste evoluzioni avranno un impatto diretto e rapido in tutto il mondo su molti fattori economici, finanziari e geopolitici essenziali: tasso di cambio, prezzo delle materie prime, crescita, sistemi sociali, equilibri di bilancio, governance mondiale.

Quattro vincoli strategici per l’UE

In questo GEAB N°38, oltre alle raccomandazioni strategiche ed operative per far fronte alla crisi ed alle anticipazioni per il 2009-2014 dei rischi-paese di fronte alla crisi, il nostro gruppo analizza dunque i quattro vincoli strategici per i quali l’Ue dovrà, fin dal 2010, dare consequenziali risposte pesanti, cioè:

1. Fare fronte alla rottura del sistema monetario fondato sul dollaro ed evitare di trovarsi senza appello dinanzi alla prospettiva di 1EUR=2USD

2. Evitare l’ esplosione dei disavanzi di bilancio del mondo americano e britannico

3. Rispondere all’ aggravarsi della crisi Iran/Israele/USA e della guerra in Afganistan definendo una posizione specificamente europea

4. Iniziare a lavorare in modo indipendente e costruttivo con i nuovi attori chiave del mondo del
dopo la crisi: Cina, India, Brasile e Russia in particolare.

Infatti, su tutti questi punti determinanti per gli europei ed il resto del mondo, non è possibile aspettare oltre il 2011.

Basta immaginare per rendersene conto che gli europei restano collettivamente passivi di fronte a questi quattro vincoli per spiegarsi l’impossibilità di aspettare oltre il 2010:

1. Così, se gli europei si accontentano di guardare il dollaro affondare, le loro esportazioni verso gli Stati Uniti e numerosi altri paesi le cui valute sono legate al dollaro U. S., andranno da qui ad un anno completamente sinistrate, aggravando la crisi economica e sociale nell’ Ue.

2. Se gli europei, e soprattutto i governanti della zona euro, lasciano scappare i disavanzi pubblici, come fa la Francia, la zona euro sarà sottoposta molto rapidamente a conflitti interni brutali tra europei del Nord ed europei del Sud.

3. Se i governanti europei si accontentano di seguire l’ asse Israele/Washington nella questione del nucleare iraniano e star dietro all’ amministrazione Obama per l’ Afganistan, entreranno in un processo di scontro con le loro opinioni pubbliche per il quale né sono preparati, né sono in posizione di forza, prova della grave instabilità politica in tutti gli Stati membri.

4. Se gli europei rifiutano di discutere in modo indipendente dai loro eventuali interessi comuni con i cinesi, gli indiani, i Brasiliani ed i Russi, si privano semplicemente di qualsiasi mezzo per fare valere la loro visione delle cose per quanto riguarda i tre vincoli precedenti poiché questi paesi rappresentano oggi le potenze senza le quali non può più essere attuato nulla di decisivo.

Secondo i nostri ricercatori, è dunque certo che il 2010 è un anno determinante per gli europei ed il loro futuro comune. La posizione dell’ Ue, ed in particolare della zona euro, di fronte al dollaro sarà determinante per gli europei, come per il dollaro e l’ordine monetario mondiale.

Non che gli europei abbiano scelto l’anno (2010) o l’argomento (il dollaro) (i dirigenti di Eurolandia preferirebbero certamente continuare il loro “business as usual„), ma la Storia è dotata di una ironia notevole che mette “gli alleati„ degli Stati Uniti ormai con le spalle al muro: affondare ora con Washington o uscirne senza Washington.

Ma, come nello lo sviluppo dell’insieme dei fenomeni implicati nella crisi sistemica globale in corso, il tempo conosce una forte contrazione: tutto va molto più rapidamente.

A questo proposito si può anche essere sorpresi di vedere gli “esperti” di tutti i generi presentare come strampalato l’articolo di Robert Fisk “Il crepuscolo del dollaro“, riportando che russi, cinesi, francesi, giapponesi e paesi petroliferi del golfo starebbero discutendo una quotazione sui prezzi del petrolio in un’altra valuta che non sia il dollaro US da qui a nove anni.

Per LEAP/E2020, il solo elemento sorprendente di quest’informazione è il periodo di nove anni. Quest’evoluzione si verificherà molto più rapidamente, da qui a 2 anni, sotto la pressione degli eventi.

Nove lunghi anni

Ricordiamo il mondo di nove anni fa per comprendere l’accelerazione straordinaria della Storia che costituisce questa crisi: nove anni fa..

  • G.W. Bush era stato appena eletto
  • l’11 settembre avrebbe avuto luogo solo due anni più tardi
  • gli Stati Uniti non si erano ancora impantanati in Afganistan ed in Iraq
  • Katrina non aveva ancora raso al suolo New Orleans
  • un euro valeva 0,9 dollari
  • la Russia non era che un paese alla deriva
  • l’ Ue credeva di elaborare una costituzione popolare
  • la Cina era un attore internazionale povero
  • l’economia US era mostrata come esempio al mondo
  • il Regno Unito faceva la lezione ultra-liberale a tutta l’Europa
  • le banche d’affari di Wall Street sembravano invincibili…

e l’elenco potrebbe continuare lungamente.

Ciò che emerge è che ognuno di questi eventi sarebbe parso impensabile alla maggior parte “degli esperti„ soltanto alcune settimane prima che si verificasse.

Continua a leggere ‘GEAB 38 parte I, II e III’

Siti dove trovare torrent italiani (e non)

•24 Ottobre 2009 • Lascia un Commento

http://www.diarionascosto.it

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Visto che le liste sul blog sono sempre ben gradite, e molti utenti mi chiedono spesso dove trovare altri file torrent italiani, ho deciso di creare questa lista dei Torrent italiani aggiornata a marzo 2009.
Oltre a motori di ricerca ci sono anche dei forum (previa registrazione) con molti torrent italiani quindi come si sul dire “c’è solo l’imbarazzo della scelta”!
Come le altre liste mi piacerebbe aumentare i link inseriti quindi conto sul vostro aiuto…

  1. Italiantorrentz (Previa registrazione)
  2. Firesharing
  3. Colombo-bt (Previa registrazione)
  4. Il Corsaronero
  5. Tntvillage.scambioetico
  6. Energiebox (Previa registrazione)
  7. Newscine (Previa registrazione)
  8. Torrentplus
  9. Atomico-torrent
  10. Tutankemule (Previa registrazione)
  11. Bitvaulttorrent (Previa registrazione)
  12. Subitanime
  13. Toritalia (Previa registrazione)
  14. Bt-italia (Previa registrazione)
  15. Area51-ts (Previa registrazione)
  16. Dodici12
  17. Freetorrent.forumfree (Forum previa registrazione)
  18. Il drago nero (Forum previa registrazione)
  19. Cinepirati (Forum previa registrazione)
  20. Extremenova (Inglese ma con molti torrent ita)

Penso che questa lista sia molto esaustiva per chi vuole cercare esclusivamente file torrent italiani, ma comunque a mio avviso i migliori rimangono Mininova e The pirate buy (finito) e per cercare torrent italiani nei loro database basta aggiungere ITA o IT al nome del fie che state cercando.
Inoltre può capitare comunque di non trovare il file torrent amato e quindi a questo punto consiglio di usare il buon e vecchio Google inserendo nel campo della ricerca: il nome + .torrent
Se vi venisse la curiosità di sapere quali altri siti torrent esistono nel web consiglio di leggere questa lista estremamente completa(e lunga da leggere).

http://www.diarionascosto.it/lista-di-20-siti-dove-trovare-torrent-italiani/

SEGUE: “LISTA DI SITI TORRENT LEGALI, CIOE’ DOVE SCRICARE MATERIALE OPEN SOURCE”

torrent-legali-300x202Come detto in precedenza, e la conferma è la quantità di visualizzazioni che ha avuto l’articolo in neanche due giorni, le liste sono sempre ben gradite… Quindi continuamo su questa linea postandone un altra, sempre dedicata ai siti torrent, ma questa volta dedicata non a quelli italiani ma a quelli legali.
Si avete capito bene legali, cioè potete cercare e quindi scaricare file open source e non coperti da copyright.

Vari

Musica

Software

Games

Film e show tv

P.s. Sicuramente non interessante come la lista precedente ma uggualmente utile…
Via|P2pforum

http://www.diarionascosto.it/lista-di-siti-torrent-legalicioe-dove-scaricare-materiale-open-source/

LA GOMMA DEL PONTE

•24 Ottobre 2009 • Lascia un Commento

http://controinformoperdiletto.blogspot.com/

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Il procuratore nazionale antimafia Grasso ha rilasciato al tg3 un’intervista inquietante, di cui si parla troppo poco in giro (qui su Repubblica) in rapporto alla gravità di ciò che sottintende: quello che per anni si è considerato voce fuori controllo, il “contratto” tra Stato e Mafia a cavallo della stagione delle stragi 1992/1993, è probabilmente verità storica.
Piero Grasso non è Giovanni Falcone e nemmeno Gian Carlo Caselli, forse per questo è lì da tempo: nessun sospetto, per carità, forse riesce a muoversi facendo il suo dovere ma senza che magari eccessi comportamentali lo rendano sgradito a questo o quel soggetto politico. E’ solo per dire che se lo dice lui, che le trattative ci sono state, c’è da crederci senza riserve: non è mica Travaglio, insomma…
Allora, posto che ci siano state, e fino a che la Storia non ce ne darà ragione totale come dell’appoggio di Lucky Luciano allo sbarco alleato in Sicilia, ripassiamoci a grandi linee la cronologia, poi ognuno si faccia la sua idea di cosa si sia pattuito: uccisione di Salvo Lima a sancire lo sganciamento della mafia dal quarantennale appoggio andreottiano > strage di Capaci > varie interviste a Borsellino (una l’avevo postata qui) in cui il giudice presagisce cosa sta per accadergli e solleva sospetti su un allora imprenditore e futuro politico > strage di via D’Amelio > graduale abbandono del nascente progetto di entrata diretta in politica della mafia con un partito proprio in favore dell’aggancio del nascendo progetto di quell’imprenditore con gli uffizi del suo braccio destro > stragi di Roma e di Firenze per “aiutare” a chiudere la trattativa > vittoria del nuovo partito in tutti i collegi uninominali siciliani. Questo il plot, la sceneggiatura ognuno se la scriva da sè.
Se volete il prequel, leggetevi attentamente questo articolo su Micromega, e magari il libro di cui parla: trattano del banchiere siciliano Sindona, protagonista della finanza internazionale degli anni 70 morto in carcere per un caffè al cianuro, vero crocevia della storia patria se pensiamo che ebbe a che fare con Andreotti, Nixon, Banco Ambrosiano, Ior, Banca Rasini, loggia P2. Altro che seconda o terza repubblica, stiamo vivendo dal 1994 il film “Prima Repubblica 2 – Il ritorno“, e “Mani pulite” è stato solo un cortometraggio proiettato nell’intervallo…

Lo Ior, tra parentesi, è la Banca del Vaticano, sempre e comunque immune a qualsiasi regola di trasparenza bancaria e non, e dunque al centro di infiniti misteri e assassinii: ricordatevene, specie se vi dichiarate cattolici praticanti, quando il Papa straparla di solidarietà e povertà. Prima faccia luce dentro casa sua, poi può pontificare sperando che le sue parole abbiano un qualche valore; Papa Luciani, misteriosamente morto nel sonno essendo andato a letto sanissimo, guardacaso aveva appena annunciato che avrebbe scoperchiato questo calderone. Questo, tra parentesi, è il personaggino appena assurto alla presidenza dell’istituto (Enrico Gotti Tedeschi).
Proprio in questi giorni che si parla di papello di Riina e rivelazioni di Ciancimino jr, il Governo dà l’annuncio dell’avvio dei lavori del Ponte sullo stretto: sarà il 23 dicembre, e saranno finiti tra sei anni, dichiara Sacconi senza una piega a gente (che non fa una piega) cui era stato detto negli anni 80 che la Salerno/Reggio sarebbe stata rifatta a tempo di record, e poi i lavori furono avviati solo nel 96 dichiarando che sarebbero stati ultimati nel 2001, e oggi saranno si e no al 30% mancando tutti i tratti difficili. Si tratta di una follia, come dicono da tempo il geologo Tozzi e un forte movimento di resistenza civile (retenoponte, ad esempio), mentre solo ora se ne accorge parte della stampa generalista. E’ uno spreco di dimensioni colossali, uno scempio che colpirà i nostri discendenti per generazioni per gli irrimediabili danni sia all’ambiente che al bilancio pubblico: vi dicono che non sarà fatto con soldi pubblici, ma non credeteci, e tra sei anni non saranno finite nemmeno le più elementari opere propedeutiche, che poi sono quelle che partiranno a dicembre. Di una cosa si può star certi: se mai partiranno i lavori veri, lo scenario che dominerà l’area dello Stretto per decenni sarà quello di un enorme cantiere, nella migliore delle ipotesi – nella peggiore, arriva l’atteso big one in corso d’opera e le rovine resteranno a imperitura memoria.
Ora, che il discorso ponte con la mafia ci azzecchi non è solo intuitivo, è anche acclarato da risultanze testimoniate ad esempio da “Fratelli di sangue“, un libro di Antonio Nicaso e Nicola Gratteri, giudice di prima linea: come riporta questo articolo su Strill, alla prima accelerata sul ponte, autore il compare (in italiano, “padrino”) dell’attuale protagonista, si scatenò una delle guerre di mafia più sanguinose della storia, di cui la mia generazione ha memoria diretta avendo schivato per puro caso qualcuna delle centinaia di ammazzatine che costellarono il territorio.
L’obiezione che a questo punto si sente, anche da parte di brava gente animata da buone intenzioni, è: ma allora, se pensiamo alla mafia, non possiamo fare più niente, al sud! Errore: non possiamo fare altre opere ciclopiche, perchè sono quelle che ofrono da un lato il minore effetto moltiplicatore keynesiano e dall’altro il maggiore margine per diversi livelli di corruzione. Gli stessi soldi, impiegati ad esempio nella messa a norma antisismica e geologica di ogni zona critica e di ogni singola casa nel reggino e nel messinese, farebbero fiorire una vera industria edilizia locale con spazi ridotti, anche se non annullati, per il malaffare.
Il problema di questa e altre opere che servono davvero è che non danno visibilità al Principe, di cui noi italiani siamo sempre orfani: come dimostra nel suo piccolo il consenso di massa che gode l’attuale Sindaco della novella Città metropolitana, nonostante la sua azione sia orientata a cose visibili costose ed inutili più che a rendere facile e civile la quotidianità. Se glielo toccate, ai reggini, ad esempio sostenendo l’elementare verità che con i soldi spesi per costruire e mantenere il tapis roulant avrebbe potuto garantire trasporti pubblici elettrici e gratuiti alla cittadinanza per generazioni, o magari finalmente acqua corrente potabile, può capitare che vi buttino fuori da un forum dove si parla di basket, la cui storica società lo stesso da anni strumentalizza essendo così stato tra gli artefici della sua scomparsa ed oggi farsesca riapparizione.
Ecco, io credo che per quanto una minoranza agguerrita di menti illuminate lo combatta, se si facesse un referendum a Reggio e Messina oggi il Ponte vincerebbe. Perchè la schiavitù moderna è volontaria, come l’acquiescenza freudiana a un genitore possessivo. Gli argomenti logici si abbattono contro le menti di chi si lascia affascinare dalle “promesse di papà” come contro un muro di gomma. E la mafia vive e prospera nell’intercapedine tra questo muro e la realtà.

http://controinformoperdiletto.blogspot.com/2009/10/la-gomma-del-ponte.html

Le città insostenibili

•21 Ottobre 2009 • 2 Commenti

http://www.decrescitafelice.it

Le città sono quei luoghi in cui i contorni delle cose sono invariabilmente linee rette, in cui l’aria è spesso irrespirabile

Le città sono quei luoghi in cui i contorni delle cose sono invariabilmente linee rette, in cui l’aria è spesso irrespirabile

di Filippo Schillaci

Le città le conosco bene. Ci sono nato, ci ho trascorso decenni, ancor oggi non posso dire di esserne del tutto uscito. Sono quei luoghi in cui i contorni delle cose sono invariabilmente linee rette, in cui l’aria è spesso irrespirabile, in cui d’estate si muore di caldo e le finestre fino al secondo o terzo piano sono chiuse da inferriate metalliche. Sono quei luoghi dove sei continuamente circondato da migliaia di facce e da nessun volto, dove i suoni sono stridenti e ugualmente lo sono le relazioni fra gli uomini. Sono quei luoghi dove è impossibile incontrare un riccio, imbattersi in una sorgente, raccogliere more selvatiche. Sono i luoghi in cui si esiste per produrre, ed è vietato fermarsi. Sono tutto ciò e altro ancora. Potrebbero mai essere qualcosa di diverso?

Le città nascono, insieme a molte altre cose, in una fase storica ben precisa. Nascono quando l’uomo cessa di essere un raccoglitore che vive in piccoli gruppi sociali egualitari, nascono insieme all’agricoltura e all’allevamento, che segnano l’inizio del distacco dell’uomo dalla vita di relazione con le forme viventi non umane, nascono insieme alla gerarchia, allo stato centralizzato, insieme alla cultura della crescita, della contrapposizione uomo-natura e, conseguentemente, del dominio. Quando l’insieme di queste cose è entrato nell’orizzonte dell’uomo la città, che già esista o no fisicamente, è virtualmente nata, perché è il tipo di insediamento consono a tutto ciò.

Trascorrono i millenni, questo nuovo modo di essere dell’uomo si fa strada, diviene ben presto dominante e sempre maggiore è la parte di umanità che si ammassa nei centri urbani, lontana da tutto ciò che non sia se stessa. La città mantiene nel tempo la sua natura, la sua funzione, portandola a livelli sempre crescenti di “perfezione”: un’enorme massa tumorale di cemento brulicante di “cellule” malate occupate in una frenetica, ossessiva attività, di cui esse stesse hanno cessato di domandarsi il fine. Tappiamoci il naso e proviamo brevemente a guardarla da dentro.

Mi trovai un giorno a essere spettatore di un dialogo in un gruppo di discussione sulla Decrescita. Una persona particolarmente attiva in quel gruppo sosteneva che la città è il contesto ideale per l’uomo perché solo in essa si riesce a essere liberi. Una piccola comunità al contrario tende inevitabilmente a esercitare un controllo omologante sull’individuo. Quest’ultima cosa è possibile che sia vera e non dovremo sottovalutare il rischio di andare verso un futuro popolato da una miriade di microdittature paesane. Ma che nella città si realizzi non so che condizione ideale per garantire la libertà degli individui, non vedo come lo si possa affermare. Nelle città si perde inevitabilmente l’idea di comunità, che può venirsi a formare solo nella piccola dimensione. In un agglomerato di centinaia di migliaia o milioni di individui che rete di rapporti personali può mai formarsi? Si rimane chiusi in un isolamento pullulante di facce sconosciute e mute, si rimane soli, ignorati da tutti perché a nostra volta sconosciuti a tutti. E’ questo essere ignorati da tutti ciò che è stato chiamato “libertà”. Se nessuno si cura di te, è chiaro che puoi fare ciò che vuoi, a condizione naturalmente che tu lo faccia da solo… e che sia innocuo.

Continua a leggere ‘Le città insostenibili’

Piero Angela non dice la Verità

•18 Ottobre 2009 • Lascia un Commento

1flvClicka Play per vedere tutto il film su Arcoiris Tv

In un eccesso forse di disinvoltura, Piero Angela deve essersi dimenticato che l’era in cui si poteva andare in TV a raccontare impunemente le bugie è finita. Nella puntata del 30 luglio di Superquark, infatti, Angela ha infilato una collana di falsità talmente grossolane da poter essere sbugiardate – come vedremo – con facilità estrema da chiunque.

Non contento, Angela ha condito la sua puntata, dedicata alle “Teorie del complotto”, con il più ritrito e bieco arsenale del debunking internazionale, rendendola un’occasione irrinunciabile per denunciare una volta di più il metodo di lavoro di questi finti paladini della verità.

Va infatti segnalato che il CICAP, dopo “aver sconfitto maghi e indovini”, ha ufficialmente indicato nel “complottismo mondiale” il prossimo nemico da battere.

Massimo Mazzucco ha quindi sfidato Piero Angela ad un aperto confronto su qualunque argomento relativo all’11 settembre, anche a nome di tutti coloro che sono afflitti da questo strano morbo. In questo modo potrà dimostrare al mondo che i complotti non esistono.

http://www.arcoiris.tv/

In più l’extra

“Piero Angela continua a non dire la verità”


Tradizioni

•15 Ottobre 2009 • Lascia un Commento

Il Times accusa il Governo Italiano di aver pagato i talebani per mantenere la calma nelle sue zone di competenza a discapito degli altri contingenti.

http://mauropatorno.blogspot.com/2009/10/tradizioni.html

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http://www.mamma.am

Influenza Suina, Vaccinazioni e numeri sparati a caso

•15 Ottobre 2009 • Lascia un Commento

Si avvicina il momento delle vaccinazioni contro la maiala. Cosa sapete dei vaccini? Cosa contengono? Quali malattie provocano?

LINKS
Sui vaccini:
http://www.mednat.org/vaccini/vaccini…

Il bambino storpiato dal vaccino:
http://www.newmediaexplorer.org/rinal…

Stime terroristiche per la GB:
http://freemachines.blogspot.com/2009…

Vaccinazione per 15 milioni di persone in Italia:
http://www.youtube.com/watch?v=gvBKkk…

I vaccini conterranno anche SQUALENE (coadiuvante MS59), che ha contribuito alle reazioni a cascata denominate Sindrome del Golfo.
http://freemachines.blogspot.com/2009…

Nuovi vaccini per nuovi ammalati:
http://www.disinformazione.it/pandemi…

… Io preferisco farmi la maiala.. (ehm. L’influenza ovvio)

I love Berlusconi. Do you?

•15 Ottobre 2009 • Lascia un Commento

APOLLO ZERO

•13 Ottobre 2009 • Lascia un Commento
apollo-zero
Think about this: to date, only three countries have been able to put a man merely in Earth orbit – the United States, Russia, and China. That speaks to how difficult it is just to get into orbit. Next, consider how far away the moon is from the Earth: 240,000 miles. Since the alleged moon landings, no country even claims to have gone more than 400 miles from Earth and that was in the Space Shuttle.  The International Space Station orbits at 200 miles above Earth. There is a big difference between 240,000 miles and 400 miles. Why can’t anyone make it more than 400 miles from Earth today if we could make a 480,000 mile round trip in 1969?
NASA further asserts that three men were loaded into a rocket, flew 240,000 miles to the moon and then achieved lunar orbit. They say the spacecraft separated and two astronauts flew 60 miles to the surface of the moon, in a vacuum and 1/6 Earth gravity. They then hung out on the moon for up to three days in 250 degree heat, hit golf balls, rode a moon buggy — but what powered their life support and equipment? They say BATTERIES.

They then supposedly blasted off the surface of the moon, docked with the third man going around the moon at over 4000 miles per hour, and made it 240,000 miles back to Earth. They re-entered Earth’s atmosphere going 25,000 mph, but parachutes assured a safe landing in the ocean.

We hope you will agree that Apollo Zero proves the absurdity of NASA’s claim in a clear and convincing fashion. View Apollo Zero and decide for yourself.  To download Apollo Zero, we suggest using catchvideo.net.

Apollo Zero was produced solely for educational, non-profit use.

1flvVia MySpaceTv

1flvPlaylist completa su youtube

http://apollozero.com/

Delirio

•12 Ottobre 2009 • Lascia un Commento

Beppe Grillo è sempre Beppe Grillo…

grillodelirioIn 2 parti via megavideo, clicka Play per vederlo

1flv1flv

Se superi il tempo limite

usa questi altri 2 link

LINK

LINK

(clicka su “guarda” nella pagina sucessiva)

PIRAMIDI IN ITALIA

•11 Ottobre 2009 • 1 Commento

ORIGINE DELLE PIRAMIDI

Porto Torres - Monte d'Accodi - Sardegna

Porto Torres - Monte d'Accodi - Sardegna

745332628

http://piramidiinitalia.myblog.it/

Quello che asseriro’ risultera’ alle orecchie dei ricercatori ufficiali di indole canonica un qualcosa di blasfemo…ma non ho potuto fare a meno di notare in tutto cio’ che ho letto nelle mie ricerche,che quando si parla di origine dell’uomo e dei suoi artefatti,si mischiano un cumulo di cognizioni eterogenee molto distanti tra loro nei campi temporali che si arriva sempre a confondere nozioni storiografiche distanti tra di loro decine e piu’ di migliaia di anni.

Infatti mentre si parla di culti dell’uomo megalitico di 25.000 anni fa lo si associa a culti praticati dagli egizi 4.000 anni fa,quindi tutto cio’ non  fa altro che creare minestroni o macedonie di epoche,culti e credenze tanto distanti tra loro nel tempo senza nessun filo logico.

Se dette notizie,scritte per far colpo sul lettore,vengono lette separatamente,il lettore stesso non avverte che la distanza luogo temporale e’ cosi’ distante da non avere nulla in comune su quanto esposto.

Molti sostengono che l’Uomo chiamiamolo primitivo o megalitico che aveva la sola arte di manovrare la pietra grezza,in Europa provenga dal continente Africano.

Io anche se non posseggo cognizioni tali da poter contestare cio’,facendo un ragionamento logico,mi sembra piu’ probabile che l’Uomo megalitico sia venuto giu’ dal piu’ profondo Nord attirato verso un clima piu’ caldo,piu’ dolce e verso terreni piu’ fertili.

Infatti costatiamo che dalle piu’ sperdute terre dell’Irlanda e dell’Islanda lo vediamo emigrare verso la Bretagna francese attraversando tutta  l’Inghilterra e poi giu’ per la Francia le Alpi Svizzere e scendere giu’ per la penisola italica.

Siamo gia’ a circa 20.000 anni A.C. e i menhir,i dolmen e i cromlech li riscontriamo con presenze che ci sono arrivate fino a noi.

Qui per l’Uomo megalito inizia una mutazione artistica architetturale,un gruppo di loro muta nelle forme,e pur restando fedele ai riti e alle credenze divine ed astronomiche,inizia a lavorare le pietre e da grezze,come era abituato a infiggere nel terreno,trova una nuova forma : la forma piramidale.

Infatti in liguria riscontriamo il primo menhir piramidale,fortunatamente giunto fino a noi.

Nell’attuale Romagna in provincia di Piacenza in Val Chiarone si trova un monolite di grandi dimensioni piramidale,con incisioni astronomiche e con un incavo tale da accogliere un uomo o donna in posizione fetale,come a significare che la piramide possa essere stata eretta come un captatore di energie astrali per poi trasmetterle verso l’essere che ne doveva beneficiare.

Poi le piramidi e le sfere di pietra che servivano per i cromlech  li troviamo disseminate su tutta la penisola fino a Salerno e questa e’ una realta’ di oggi.

A conclusione mi sento di asserire che la cultura piramidea sia una derivazione piu’ artistica della cultura megalitica e che l’Italia ne sia stata la culla.

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SUPPOSIZIONE DEL FUNZIONAMENTO DEL MONOLITO DI PIETRA A FORMA PIRAMIDALE

Secondo i rituali e il credo dell’epoca l’Uomo megalitico supponeva che i Menhir fungessero di captatori di influssi cosmici benefici e detti influssi venivano scaricati a terra grazie a detti pseudo-antenne.

Col passare dei millenni e affinando la tecnica dalla pietra grezza alla pietra lavorata,concepi’ un qualcosa di efficiente per amplificare questo suo credo di collegamento astri-terra concependo una macchina monolitica con una base quadrata e una punta rivolta verso il cielo e con pareti inclinate,venendo fuori cosi’ una piramide.

Non possedendo ancora le cognizioni tecniche di rendere il monolito cavo e poter cosi’ sistemarcisi all’interno,concepi’ un incavo a forma di “utero” per collocarcisi nei momenti che riteneva opportuno o adatti a poter venire irraggiato dagli influssi benefici captati da quella macchina monolitica che aveva inventato e che aveva orientato verso la costellazione di Orione,che all’epoca era ben nota e molto sfruttata in qualunque rito propiziatorio.

Desidero far notare che a relativa distanza spostandoci verso ovest in Liguria troviamo il menhir piramidale

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